Adnkronos, 2 aprile 2015
Il vice direttore, situazione fluida con molte incognite su pazienti regioni non pronte. Non più Opg, ma "Sistema polimodulare di Rems provvisorie". A Castiglione delle Stiviere (Mantova) si è già consumata l'operazione "cambio targhe". Il resto è tutto in itinere. "Una situazione fluida", la definisce il vice direttore Enrico Vernizzi. E delicata.
Sebbene le attività preparatorie all'era post ospedali psichiatrici giudiziari qui siano partite da tempo, sono tutti in attesa di sapere, con il fiato sospeso, quali saranno le evoluzioni dei prossimi giorni, ammette Vernizzi. L'incognita è in particolare sui nuovi arrivi: "Siamo un po' sul chi va là per via di notizie incontrollate secondo cui, non essendo ancora pronte le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza in molte Regioni, con gli altri Opg che si devono svuotare, si potrebbe pensare di mandare i pazienti a Castiglione", struttura che già nelle vesti di Opg era a stretta conduzione sanitaria e ora non chiude di fatto i battenti, ma ospiterà prima le Rems provvisorie per poi diventare sede delle definitive.
"Questo provocherebbe l'implosione di Castiglione", assicura Vernizzi all'Adnkronos Salute. Un'ipotesi così estrema non dovrebbe concretizzarsi, riflettono dalla Regione. Ma certo è che Castiglione potrebbe essere meta per diversi pazienti di altre regioni. E pare che richieste in questa direzione già ne siano arrivate. Oggi i pazienti a Castiglione sono 225, domani il numero potrebbe già cambiare, diminuire ma anche aumentare.
"In teoria siamo già alla soglia massima - spiega Invernizzi - Nei mesi scorsi, raggiunta quota 220 ci dichiaravamo al limite superiore, ai livelli di guardia. Se il numero dovesse crescere ancora saremmo oltre le nostre possibilità attuali. Certo in passato abbiamo raggiunto anche i 330 ospiti, ma in quel modo si lavora, brutto dirlo, sulla quantità più che sulla qualità". E lo spirito della legge che prevede il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari è un altro.
Questi saranno anche giorni di partenze, per esempio delle 65 donne ospitate a Castiglione: per 9 è già arrivata la comunicazione del trasferimento, destinazione Lazio (Rems di Pontecorvo), e 3 andranno in Emilia Romagna. I pazienti che sono in carico alla Lombardia sono in tutto 165, compresi quelli che rientreranno in questi giorni dall'ex Opg dell'Emilia Romagna. Castiglione ha anche in carico una quarantina di pazienti maschi del Piemonte che, è già noto, non sarà pronto con le Rems prima del 1 settembre.
"Siamo in una fase di passaggio - sottolinea Vernizzi - L'Opg di Castiglione è stato l'unico a conduzione strettamente sanitaria e questo ci ha agevolato come Lombardia nell'avvio delle Rems. Qui non abbiamo aspettato il 31 marzo", data di scadenza dell'ultima proroga concessa alle Regioni. "Quando mesi fa abbiamo capito che non ci sarebbero stati altri rinvii abbiamo cominciato ad attrezzarci, nonostante i fondi statali" previsti dalla legge "siano stati sbloccati solo alcuni giorni fa. Presto dunque sarà possibile mettere mano alla situazione anche da un punto di vista strutturale".
Sulla carta "si prevede di radere al suolo le strutture esistenti perché non adattabili al modello Rems e il programma definitivo è di procedere con la ricostruzione di 6 Rems, in vista di un target di 120 pazienti". Altre 2 Rems, nei piani della Regione, dovrebbero nascere in futuro a Limbiate. Ma attualmente le Rems provvisorie previste a Castiglione sono 8, ognuna da 20 posti per un totale di 160 pazienti.
"La Lombardia, considerato che è consentito alle Regioni più piccole e con meno pazienti di associarsi, ha già acconsentito e firmato convenzioni per ospitare i pazienti di Liguria e Valle d'Aosta". La situazione attuale però resta "difficile da decifrare", osserva Vernizzi.
Al momento a Castiglione, assicura il vice direttore, "una Rems è di fatto già attiva e fungerà da accoglienza e osservazione iniziale dei pazienti appena giunti". I nuovi assegnati, dunque, che non si sa a che ritmo arriveranno. "Ci aspettiamo partenze, ma temiamo anche arrivi da regioni non pronte con le Rems. Se si sale sopra i 20 si dovrebbe accelerare la diramazione verso altre 3 Rems". Fra le note positive c'è il fatto che "negli ultimi tempi c'è stato un incremento delle dimissioni per effetto della sensibilizzazione delle magistrature e dei servizi sociali locali, più disponibili ad accogliere misure di sicurezza alternative".
E c'è anche il pensiero che "forse si sarebbe dovuto cominciare prima". Sulla destinazione dei pazienti, fa notare Vernizzi, "è il Dap che decide. Noi non abbiamo l'autorità per dire no. Possiamo prendere in mano il telefono o scrivere per comunicare eventuali difficoltà. Entro certi limiti potremmo ancora accogliere. Certo se i pazienti continueranno ad aumentare l'avvio delle Rems non sarà agevolato.
Fermo restando che il processo di organizzazione delle nuove strutture non si arresta. La progettazione qui va avanti, come anche le procedure d'appalto, la formazione e anche l'assunzione annunciata di varie figure professionali da psichiatri a infermieri". A parte la pre-Rems già attiva, "gli altri reparti in attesa di ristrutturazione da qualche settimana si stanno attrezzando per la suddivisione dei pazienti in base a diagnosi affini. In alcuni casi si comincia a smistare virtualmente gli ospiti, dove possibile i trasferimenti si stanno già facendo. L'idea è di risolvere la situazione attuale di commistione di persone con situazioni diverse".










