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di Giambattista Anastasio

Il Giorno, 3 novembre 2026

In 290 hanno iniziato a seguire attività di formazione negli istituti penitenziari. Il riferimento sono gli sportelli istituiti da Ministero, Regione e centri per l’impiego. L’assessore Tironi: “Coinvolgerli prima che escano per facilitare il reinserimento”. Facilitare l’inserimento lavorativo dei detenuti coinvolgendoli in un percorso di formazione e in esperienze professionali già prima che lascino il carcere, quando sono a fine pena. Questo l’obiettivo degli Sportelli Lavoro aperti negli istituti penitenziari di Bergamo e Brescia. Un’iniziativa che “da febbraio sarà estesa ad altre carceri lombarde” fa sapere Simona Tironi, assessore regionale a Istruzione, Formazione e Lavoro. Proprio a febbraio scoccherà il primo anno di attivazione degli Sportelli.

Da qui un primo bilancio, quello presentato ieri a Palazzo Lombardia: “Questo è un percorso che segue i detenuti a fine pena - spiega Tironi -. Sono 290 quelli che abbiamo preso in carico a partire da febbraio e che hanno già iniziato ad essere formati e che parteciperanno a progetti di alternanza carcere-lavoro con le aziende. Poi, una volta fuori, saranno inseriti. Abbiamo come partner enti e cooperative che in questi anni hanno già curato, con successo, progetti di inserimento lavorativo dei detenuti”.

Nel dettaglio, la sperimentazione degli Sportelli Lavoro nasce dalla proposta di Sviluppo Lavoro Italia, nell’ambito dell’iniziativa “Reti specialistiche e misure per l’inserimento lavorativo delle persone detenute” promossa dal Ministero del Lavoro e dal Ministero della Giustizia. Regione Lombardia ha condiviso il progetto con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna attraverso un Protocollo d’Intesa approvato ad ottobre del 2025. Gli Sportelli sono attualmente attivi nella Casa circondariale di Bergamo, nella Casa circondariale Nerio Fischione di Brescia e nella Casa di reclusione di Verziano. A Brescia, lo Sportello è stato avviato il 17 febbraio sono stati incontrati complessivamente 170 detenuti: 120 a Canton Mombello e 50 a Verziano, tra cui 20 donne. A Bergamo gli operatori dei Centri per l’Impiego hanno incontrato 96 persone. A queste si aggiungono altre 24 persone segnalate dall’Area Trattamentale e coinvolte in percorsi di formazione, per un totale di 120.

Quanto alla suddivisione delle mansioni agli Sportelli, gli operatori dei Centri per l’Impiego si occupano di ascolto, orientamento e presa in carico, la Regione coordina la sperimentazione e ne favorisce l’integrazione con il Programma GOL e la Dote Inserimento Lavorativo, che sostengono i percorsi individuali di formazione e accompagnamento al lavoro.

“Un ruolo fondamentale è affidato alle imprese, da coinvolgere nella costruzione dei percorsi attraverso formazioni, tirocini e lavoro. La Regione - si legge nella nota diramata ieri - intende rafforzare le attività di sensibilizzazione e accompagnamento delle aziende, promuovendo la conoscenza degli strumenti disponibili, a partire dalle agevolazioni previste dalla Legge Smuraglia”. Alla presentazione dei primi risultati degli Sportelli, ieri a Palazzo Lombardia, erano presenti Maria Milano Franco d’Aragona, direttore generale del Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria, Teresa Mazzotta, direttore ufficio interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia, Giovanna di Rosa, presidente Corte d’Appello di Brescia, Francesca Paola Lucrezi, direttore istituti penitenziari di Brescia, Ylenia Santantonio, direttore Casa circondariale di Bergamo, e Paola Nicastro, presidente e ad di Sviluppo Lavoro Italia.