sanitainformazione.it, 10 novembre 2020
Esiti dell'incontro tra Commissione e Sindacati: dialogo e nuove proposte. "Serve la creazione della figura del medico e dello psicologo penitenziario con un contratto specifico".
"Abbiamo evidenziato delle criticità nella gestione delle carceri lombarde" spiega Danilo Mazzacane, segr. gen. Cisl medici Lombardia dopo che il 4 novembre 2020 i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cisl Medici, Aupi e Uil-Fpl Area medica sono state audite dalla Commissione speciale Situazione carceraria in Lombardia al fine di evidenziare le criticità della gestione e della organizzazione della medicina penitenziaria.
"Sono state avanzate proposte di soluzioni - si legge in una nota del sindacato - con riferimento alla delibera regionale X/4716 del 13/1/16 che ne definisce le linee di indirizzo. Danilo Mazzacane per i medici e Maria Caruso per gli psicologi hanno premesso, durante l'incontro regionale, che il loro intervento non aveva carattere di allarmismo e hanno osservato che l'assistenza sanitaria offerta ai detenuti in Lombardia è quotidianamente assicurata mediante la buona volontà e l'impegno di tutti gli operatori sanitari e degli agenti di polizia penitenziaria".
"Sono stati però esposti i dati e il quadro della situazione esistente, evidenziando le seguenti criticità, acuite dall'emergenza Covid-19, con il desiderio di poter ben operare in serenità e sicurezza:
- carenza degli organici del personale sanitario ed anche degli agenti di polizia penitenziaria con precarietà della condizione lavorativa professionale sanitaria - è stato suggerito dai rappresentanti sindacali alla Commissione regionale Carceri il ricorso ai contratti di lavoro nazionali che regolano la medicina convenzionata
- modalità attualmente vigenti di arruolamento del personale sanitario inusuali e scarsamente appetibili, con retribuzioni inadeguate e disomogenee nell'ambito delle varie ASST lombarde;
- necessità di maggiore tutela nei confronti delle rispettive figure femminili di medico e psicologo;
- necessità di implementare la formazione del personale sanitario;
- necessità di migliorare la comunicazione fra la direzione degli istituti penitenziari e la rispettiva direzione sanitaria, con un maggior coinvolgimento delle direzioni socio-sanitarie delle Asst;
- necessità di un budget determinato e congruo per la medicina penitenziaria per ogni Asst;
- urgenza di investire nell'acquisizione di strumentazione diagnostica al fine di evitare, per quanto possibile, il ricorso all'assistenza sanitaria ospedaliera con le conseguenti difficoltà operative ed incremento della spesa;
- necessità di avere un rappresentante delle professioni sanitarie, con valore tecnico-professionale, in seno alla cabina di regia regionale che è di supporto all'Osservatorio Regionale sulla Sanità Penitenziaria.
"Come rappresentanti sindacali abbiamo anche evidenziato come sia auspicabile l'avvio di un percorso di iniziativa lombarda che possa realizzare a livello nazionale la creazione delle figure del medico e dello psicologo penitenziario con un contratto specifico - prosegue Mazzacane - i componenti della commissione regionale hanno mostrato attenzione a quanto esposto e pertanto attendiamo fiduciosi e con spirito collaborativo, la prosecuzione del buon dialogo avviato".
"Attualmente sono positive al coronavirus 131 detenuti in Lombardia di cui 82 persone in cura presso il carcere di Milano, e a Bollate 45 detenuti. Altri quattro detenuti positivi ma asintomatici sono in isolamento nelle carceri di Pavia (2) e Voghera (2). I dati sono del Garante dei detenuti del Consiglio regionale, Carlo Lio. I sindacati citati sono disponibili a interloquire con il Garante dei detenuti del Consiglio regionale circa le istanze recentemente presentate" conclude.











