di Sara Bettoni
Corriere della Sera, 31 maggio 2025
“Non sia di serie B, pochi medici”. “No, mancano strutture”. Botta e risposta tra il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, e il presidente Attilio Fontana. Più sintonia, invece, sul piano di Spazio Aperto per il reinserimento dei detenuti. E Sala apre allo spostamento del carcere di San Vittore. Da una parte, la proposta di Spazio Aperto sponsorizzata dalla Lombardia: una collaborazione tra Stato e privati per favorire il reinserimento dei detenuti tramite il lavoro. Dall’altra, il rimprovero del governo alla Regione: la sanità carceraria non deve essere di serie B.
Il botta e risposta tra il governatore leghista Attilio Fontana e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) va in scena durante il convegno “La fine del sistema infinito, il sistema carcerario”, organizzato dall’associazione presieduta da Marco Martellucci al centro congressi di Fondazione Cariplo. Di fronte all’invito a prendere in considerazione il progetto per abbattere i tassi di recidiva, in videocollegamento Sisto replica: “Dico al presidente Fontana, come ho detto ad altri governatori: occhio alla sanità. In carcere è fonte di disperazione. Se ci si mette un occhio in più, si fa cosa buona e giusta. La sensazione, sbagliata, è quella di una sanità di serie B”.
“Da parte nostra c’è l’attenzione massima - risponde Fontana - ma la situazione della sanità sconta l’assenza di strutture all’interno del carcere perché non si può andare oltre la visita. Non c’è possibilità di fare diagnostica. Se si vuole fare una sanità migliore, si devono creare le condizioni e su questo servirà l’intervento di chi gestisce le carceri”. Il viceministro, a quel punto, aggiunge: “Ci vuole gioco di squadra. Ad esempio verificando che il numero di medici sia giusto e non meno della metà. Garantire la presenza fisica di medici e infermieri sarebbe già un grande risultato”. C’è apertura, invece, sui contenuti specifici della proposta di Spazio Aperto, che suggerisce un modello in cui l’imprenditore sociale costruisce piccole carceri godendo di benefici fiscali ed economici. Al loro interno ci saranno anche siti industriali per far lavorare i detenuti.
Ciascun carcerato riceverà uno stipendio in linea con il contratto collettivo nazionale. La cifra sarà divisa in quinti, da destinarsi alle spese del suo mantenimento, al risarcimento delle vittime del reato, ai familiari, all’accantonamento per il futuro e alle spese personali. Toccherà allo Stato garantire l’ordine pubblico. “Parliamone con dati concreti”, dice Sisto. “Una proposta convincente - secondo Ignazio La Russa, presidente del Senato, che dice no ad amnistie e indulti, ma è “disponibile a favorire un dialogo con il ministro Nordio e i sottosegretari alla Giustizia”. E si dice pronto anche a valutare la “liberazione anticipata” dei detenuti, come suggerito dall’onorevole Roberto Giachetti, per rimediare al sovraffollamento delle celle. A patto però di concedere la misura a chi si distingue per l’impegno a fare “qualcosa di positivo”. Il sindaco Beppe Sala ragiona infine sul caso di San Vittore: “Sono favorevole a verificare le condizioni per uno spostamento, ora i servizi non sono dignitosi”.











