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di Michela Marzano


La Repubblica, 28 agosto 2019

 

È coraggioso il padre di Yoan Leonardi, il giovane di 23 anni ucciso in provincia di Novara dal suo migliore amico. Ha quel coraggio che oggi, talvolta, viene confuso con la debolezza. Nonostante di forza ce ne voglia tantissima per non odiare l'assassino di un figlio, non prendersela con i suoi genitori, e aspettare che la giustizia faccia il suo corso.

"Alberto ha ucciso mio figlio a tradimento, ma non provo odio per lui", ha detto Marino Leonardi ai cronisti che gli chiedevano come mai i genitori dell'assassino del figlio si trovassero ieri a casa sua. "Sono miei amici, e lo rimarranno", ha aggiunto spiegando il perché di quell'abbraccio tra lui, la sua ex-moglie, e i genitori di Alberto.

Dando un esempio di umanità e di pietas a tutti coloro che, in un'epoca caratterizzata dalla rabbia e dall'assenza di empatia, cedono alla logica dell'odio, e immaginano che la vendetta sia l'unica strada da percorrere. Nonostante il torto subito sia enorme. E nulla sia più doloroso della perdita di un figlio. Com'è possibile abbracciare i genitori dell'assassino del proprio bambino? Com'è che il dolore di questo padre non si trasforma in una valanga di recriminazioni?

Saranno in tanti a chiederselo. È per questo che Marino è un esempio per tutti noi. E che le sue parole risuonano come un monito per coloro che pensano che l'amicizia non abbia alcun valore, che sia giusto e legittimo farsi "giustizia da sé", e che si debba ormai tornare alla legge del taglione. Certo, Alberto dovrà pagare per quello che ha fatto, lo riconosce anche il padre di Yoan. Non si tratta di cancellare l'accaduto. Ma nemmeno di far pagare i suoi genitori. L'amicizia, quando esiste, resta.

E l'abbraccio tra queste due famiglie, ora che Yoan non c'è più, sigilla un patto di alleanza. Nonostante il dolore e la paura. Perché il coraggio di Marino non cancella né l'uno né l'altra, ma permette di ricominciare, di non distruggere quel fragile velo di umanità che ci fa vivere gli uni accanto agli altri.

A differenza di quando si immagina che la vendetta sia l'unico modo per cancellare il rancore e la disperazione. Mentre la vendetta non allevia la sofferenza, ma peggiora le cose. In un'epoca in cui chiunque rinfaccia qualunque cosa a chiunque altro, i genitori di Yoan ci ricordano l'importanza della tolleranza e del perdono, della lealtà e dell'amicizia. E di come sia possibile restare umani.