sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Paolo Mastrolilli


La Stampa, 28 febbraio 2021

 

L'Onu in Congo indagava sui rapimenti. La strada di Attanasio nel mirino dei banditi. Giallo sulla sicurezza del diplomatico, Kinshasa: "Aveva comunicato di aver annullato il viaggio". I rapimenti a scopo di riscatto, dilaganti nella regione di Rutshuru, erano stati un tema al centro della visita che la delegazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu aveva fatto il 12 febbraio, nella zona dove poi è stato ucciso Attanasio. Questo conferma la pericolosità dell'area, e quindi la necessità di avere una protezione più forte, ma indica anche la pista che probabilmente gli inquirenti stanno seguendo per trovare i colpevoli. Kinshasa nel frattempo ha detto che l'ambasciatore italiano aveva comunicato di aver annullato il suo viaggio.

La delegazione guidata da Axel Kenes, direttore generale per gli Affari Multilaterali e la Globalizzazione al ministero degli Esteri belga, era arrivata a Goma l'11 febbraio. Durante un incontro, alcune attiviste di North Kivu avevano "sottolineato la necessità di azioni complessive e urgenti per ridurre la violenza nell'Est, orchestrata da gruppi armati, membri delle gang, e anche elementi delle forze di sicurezza della Drc".

Il 12 febbraio la delegazione aveva visitato Rutshuru, dove si dirigeva Attanasio. I diplomatici erano andati nella base di Monusco a Kiwanja, avevano incontrato il capo del Force Central Sector della missione Onu, e tenuto una conferenza. All'incontro c'erano l'amministratore territoriale, le forze armate del Congo Fardc, la polizia nazionale Pnc, l'agenzia di intelligence Anr, e il direttorato generale per le migrazioni Dgm. "I responsabili della sicurezza hanno sottolineato le grandi sfide nella protezione dei civili, poste dai vari gruppi armati operanti nel territorio. Hanno anche sollevato la questione dei rapimenti criminali a scopo di riscatto, dilaganti nella regione".

I diplomatici poi erano andati a Virunga, per vedere i leader del Congolese Institute for the Conservation of Nature (Iccn) che gestisce il parco. "La leadership del Virunga National Park ha spiegato che è minacciato dai gruppi armati, attraverso lo sfruttamento illegale per agricoltura, pesca, produzione di carbonella. L'Iccn ha notato come i residenti nelle vicinanze del parco cercano di sfuggire alla povertà sfruttandone le risorse, cosa che provoca frizioni".

Questa situazione nella zona dell'assalto al convoglio del Pam dimostra due cose. Primo, l'alto livello di insicurezza generale, che però non riguarda tanto i gruppi terroristi islamici, più presenti nell'area settentrionale di Beni, quanto le milizie hutu ruandesi e le bande armate. Ciò conferma che sarebbe servita più protezione, chiunque dovesse fornirla. Secondo, la probabilità che l'attacco fosse un rapimento a scopo di riscatto. A Rutshuru queste attività sono "dilaganti", spesso nemmeno condotte da gruppi armati, ma da bande criminali.

La povertà è molto diffusa, e non si rimedia col traffico di terre rare, minerali o altre iniziative sofisticate, ma anche solo con la produzione illegale di carbonella. Se un gruppo terroristico islamico, magari collegato a Shabab, avesse condotto l'attacco per alzare il proprio profilo politico, avrebbe avuto tutto l'interesse a rivendicarlo. Il silenzio invece si addice di più a criminalità e gang.