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di Laura Sartini

La Nazione, 8 agosto 2026

Il consigliere regionale Federico Eligi (Commissione toscana sanità) ieri ha compiuto un sopralluogo “Al San Giorgio quasi tutti detenuti per reati minori legati allo spaccio e alla tossicodipendenza”. Non sono giorni facili al carcere di San Giorgio. Non lo sono mai visto che è il carcere più sovraffollato di Italia o almeno della Toscana, come ha potuto constatare di persona ieri Federico Eligi, vicepresidente della commissione sanità della Regione, nella tappa lucchese del suo tour nei luoghi di detenzione. Caldo e sovraffollamento rischiano di essere un binomio infernale neanche in un luogo come questo, dove tutto sommato le mura sono quelle di un antico convento e non mancano verde e zone d’ombra.

“Contro il caldo dentro al San Giorgio non c’è niente se si fa eccezione per qualche ventilatore- dice Eligi. Vorrei lanciare un appello alla cittadinanza a compiere un gesto solidale in modo da far sì che tutti i detenuti possano disporre almeno del ventilatore. Tutto questo visto e considerato che stanno vivendo in tre dentro celle che erano pensate per una persona, che i detenuti dovrebbero essere al massimo 37, in una situazione ideale, e che invece sono 92 per un totale del 240 per cento di presenze. Con questi numeri è difficile parlare di progetti, di percorsi di reinserimento. Il carcere rischia di diventare un grande parcheggio fine a se stesso”.

Il consigliere regionale dopo la vicenda di Sollicciano ha lanciato un esposto alle tre Asl sulla situazione delle carceri toscane. “Non possiamo più voltarci dall’altra parte, soprattutto dopo l’omicidio avvenuto al carcere di Prato - sottolinea - E il Governo non può continuare a spingere su decreti sicurezza che affollano le nostre carceri, in un momento oltretutto di calo di reati, senza prevederne di nuove. Ma anche consiglio e giunta regionale devono attivarsi per riorganizzare il sistema”. Ieri Eligi ha parlato direttamente con i detenuti del San Giorgio.

“Soffrono questa situazione di sovraffollamento. La fortuna è che Lucca non ha ricevuto detenuti dal carcere di Sollicciano. Come mi ha spiegato la direttrice - a cui voglio rivolgere i miei complimenti per come riesce a gestire la casa circondariale di San Giorgio - si tratta soprattutto di detenuti per reati minori legati alla tossicodipendenza, spaccio e reati minori. Spesso escono e poi ritornano, e sono tutti stati arrestati nel comprensorio. Queste sono strutture che hanno un costo importante a carico del cittadino, a maggior ragione bisogna assicurare gli strumenti per farle funzionare nell’ottica del reinserimento nella società”.

Nella tappa lucchese il consigliere Eligi ieri era insieme alla dottoressa Perugino dell’Asl. “Un aspetto importante è che il carcere di San Giorgio può contare su un presidio sanitario H24 anche se non è facile portare gli specialisti qua dentro. E viceversa accompagnare il detenuto dallo specialista comporta non pochi rischi. Una battaglia non facile ma che intendo portare fino in fondo”.