sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 12 maggio 2026

Nella struttura, sorta in un ex convento, dopo la chiusura di una sezione il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 278%. L’avvocato Vincenzini (Antigone): “Le istanze di risarcimento per trattamenti inumani sono all’ordine del giorno”. Sorrentino (Uilpa): “Troppe carenze strutturali, sbagliato trasferire qui detenuti più pericolosi”. Ci sarebbe posto per 33 detenuti, la settimana scorsa ce n’erano 92. I dati aggiornati sul sovraffollamento del carcere di Lucca, il più sovraffollato d’Italia, sono ancor più drammatici dell’ultimo report ufficiale, quello Garante dei detenuti aggiornato a fine aprile. Se in quella data il tasso di affollamento era al 242% - contro il 139% a livello nazionale - negli ultimi giorni la percentuale di sovraffollamento nel carcere lucchese è addirittura aumentata al 278%.

In ogni cella, che dovrebbe essere singola, ci sono tre detenuti. Una proporzione ormai ricorrente, quasi sistematica, che viene praticata da cinque anni. Da quando, cioè, una delle tre sezioni è diventata inagibile. L’aveva distrutta un gruppetto di detenuti difficili da gestire, trasferita a Lucca da carcere molto più grandi e con più personale. Nessuno l’ha più rimessa in piedi. E le conseguenze di questa inerzia non sono poche: “Le istanze di risarcimento per trattamenti inumani e degradanti sono all’ordine del giorno - racconta a HuffPost l’avvocato Enrico Helmut Vincenzini, referente di Antigone per la Toscana, che ha visitato il carcere l’ultima volta pochi giorni fa - e il problema non accenna a rientrare, nei giorni scorsi altre celle sono diventate inutilizzabili. L’alto numero dei detenuti rende più difficili le attività rieducative, che pure a Lucca erano ben organizzate”.

Gli educatori nel penitenziario sono appena due, per ormai quasi cento detenuti. “Il personale - aggiunge Vincenzi - è tarato sulla capienza regolamentare, non su quella effettiva. E il fatto che sia così carente rende difficili le attività anche nella sezione a trattamento intensificato: quella destinata ai detenuti che dovrebbero fare più ore di attività di rieducazione. È evidente che numeri così alti compromettano ogni cosa. Il carcere di Lucca avrebbe potuto essere un’isola felice. Invece, con il sovraffollamento, è saltato tutto”. 

Aumentano i detenuti, diminuiscono le attività, si impenna il rischio di disordini. “Gli eventi critici dovuti alla convivenza forzata dei detenuti sono in aumento e gestirli è complesso in un contesto in cui ci sono almeno 20 agenti penitenziari in meno di quanti ne servirebbero”, dice a HuffPost Fabio Sorrenti, segretario provinciale Uilpa Polizia penitenziaria. Sorrentino lavora come agente penitenziario a Lucca del 1993 e ha visto la situazione progressivamente peggiorare. Di anno in anno. “Capita spesso che a Lucca, che è un carcere di terzo livello, destinato quindi a detenuti non particolarmente pericolosi, vengano trasferite persone da carceri di primo livello, destinati a detenuti più pericolosi. Ciò è sbagliato, perché comporta un peggioramento del clima. Che per le caratteristiche della struttura, così piccola da non avere neanche spazi per l’isolamento, diventa difficile da affrontare”. I problemi di convivenza sono la punta dell’iceberg. Spazi così piccoli comportano anche problemi sanitari e rendono quasi impossibile la gestione di un’altra emergenza delle carceri italiane: i detenuti con problemi psichiatrici non diagnosticati o non sufficientemente trattati. 

Il penitenziario sorge in un ex convento, costruito nel 700. Ha un chiostro che garantisce se non altro la possibilità di uno spazio aperto gradevole, per le cosiddette ore d’aria. Ma proprio perché si tratta di un edificio di almeno sei secoli, si fa molta fatica a rimetterlo a nuovo: “Ci sono infiltrazioni continue, umidità, problemi di risalita delle acque, caldaie che si rompono molto spesso. Fanno interventi di rattoppo, ma con tutti i soldi spesi per i singoli interventi avrebbero potuto costruire altre tre carceri”, chiosa amaramente Sorrentino. La situazione di Lucca è la punta dell’iceberg di un contesto sempre più drammatico: il numero dei detenuti in Italia ha superato nei giorni scorsi la soglia di 64mila a fronte di una capienza di meno di 50mila posti. In dodici mesi ci sono quasi 2mila reclusi in più. E il dato, alla luce dei tanti nuovi reati creati dal governo Meloni, difficilmente migliorerà nei prossimi mesi.