di Silvia Toniolo
La Gazzetta di Lucca, 25 marzo 2015
"C'è bisogno anche a Lucca di una nuova figura che vada in soccorso dei diritti mancati dei detenuti, la fascia debole della popolazione". Nel fiume di parole spese oggi in una seduta consiliare noiosa quanto basta, la frase del consigliere Angelo Monticelli rende bene l'idea di quale sia il fronte comune di un insieme di persone, riunite in una stanza, cui dovrebbe spettare il compito di discutere provvedimenti importanti per la città. I detenuti, cioè le persone che, per aver commesso reati, di varia natura, sono finiti in carcere, sono delle vittime cui spettano particolari, a quanto pare, diritti.
Il consiglio comunale di oggi, dopo due ore di discussione - la prima era già stata spesa a vuoto per rispondere all'interrogazione di Martinelli sull'antenna di Sant'Alessio, poi azzerata dalla telefonata della sovrintendenza - ha accolto all'unanimità, con 24 voti favorevoli, zero contrari e due astenuti, la pratica che riguarda il garante dei diritti dei detenuti, una figura che sarà istituita a breve anche a Lucca. Il testo della delibera ha subito modifiche a seguito di alcuni emendamenti da parte della minoranza e, dopo una sospensione dell'assise, si è raggiunto l'accordo sull'introduzione del garante dei diritti dell'infanzia, in aggiunta a quello dei carcerati. Niente di nuovo - del resto è la stessa maggioranza che ha bocciato la mozione di Forza Italia contro l'accattonaggio - ma sorprende che, in tale frangente, dall'opposizione non si sia sentita volare una mosca se non per una questione puramente tecnica di metodologia nella nomina del garante.
È questo il punto su cui si è concentrata la critica del consigliere di Liberi e Responsabili Pietro Fazzi: "È, senz'altro, una iniziativa meritoria - ha esordito - ma devo porre in rilievo alcuni aspetti, a partire dalla titolarità della designazione, ovvero qual è il soggetto che deve in definitiva nominare il garante affinché non si riduca il tutto ad un atto burocratico. Mi preme anche parlare della questione del voto. Il testo parla di una nomina a maggioranza assoluta. Ritengo doveroso infatti che per questo tipo di nomine fossero coinvolte anche le opposizioni, per un tentativo di elezione a maggioranza qualificata".
Alla questione posta da Fazzi ha risposto la consigliera del Pd Valentina Mercanti: "Siamo aperti a valutare tutte le proposte - ha detto. Lungi da noi arrivare in consiglio comunale con degli atti blindati. Non vogliamo una nomina politica e proprio per questo abbiamo spostato la scelta dal sindaco al consiglio comunale".
L'introduzione della figura del garante non era obbligatoria, ma essendo attualmente prevista a livello comunale, provinciale e regionale in 14 regioni - lo ha portato ad esempio, il consigliere del Pd Renato Bonturi, presidente della commissione partecipazione - allora anche per Lucca pare sia diventata una sorta di adeguamento necessario cui non sta bene sottrarsi: "La commissione - ha spiegato Diana Curione di Lucca Civica - in un primo momento ritenne non necessaria l'istituzione del garante, ma ora il tempo lo riteniamo maturo".










