sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Barbara Antoni


Il Tirreno, 25 febbraio 2020

 

Obiettivi dell'avvocata Severi sono di instaurare più conoscenza fra dentro e fuori e dare opportunità di lavoro ai detenuti. Il 26 un incontro anche con le aziende. Dal suo insediamento è al lavoro "per aprire il carcere al dialogo" Alessandra Severi, garante dei diritti dei detenuti del carcere San Giorgio e delle persone private di libertà nominata dall'amministrazione comunale.

Trentacinque anni, lucchese, avvocata e crimonologa, Severi è arrivata a ricoprire questo ruolo dopo un percorso di approfondita conoscenza del mondo carcerario, svolto tramite il servizio civile prima e poi proseguito con un impegno di ricerca e di volontariato. Tra le esperienze che ha condotto in carcere come volontaria, in particolare, ce ne sono alcune che, racconta, non dimenticherà mai per intensità e profondità. Come "la lettura con i detenuti de "L'asino di apuleio" e del libro "Donne che corrono con i lupi". "Ci sono stati momenti toccanti, con i detenuti che raccontavano della loro vita. Mi piacerebbe che questi racconti fossero conosciuti da più persone, all'esterno, mentre ad oggi sono rimasti solo in chi li ha ascoltati. Il carcere manca di un passaggio con l'esterno", spiega Severi.

È questa, l'idea del ponte con l'esterno, dal quale possono scaturire opportunità di relazioni sociali per i carcerati, come anche di formazione e lavoro per quelli che si trovano a fine pena o comunque nei termini per affrontare un percorso di recupero anche attraverso il lavoro, che la garante vuole rendere un fatto concreto.

"Mi stupisce che la città non abbia mostrato molta curiosità verso il mondo carcerario: vorrei assolvere a questa idea, portare le persone a riflettere su cosa il carcere realmente è - spiega l'avvocata Severi, autrice insieme alla sociologa Wilma Cocci di un libro sul mostro di Firenze dal titolo"Flop criminologico: il caso Pietro Pacciani, edito da Ibiskos.

Nel carcere non vivono solo i detenuti ospiti, ma anche le persone che ci lavorano, in particolare gli agenti penitenziari, con tutte le difficoltà che incontrano nel quotidiano. In carcere si vive l'esasperazione delle solitudini di entrambi. Sarebbe bene invece che la comunità lucchese conoscesse molto più la realtà del San Giorgio: sono convinta che se il carcere di Lucca fosse "aperto" al dialogo, tantissime persone vi si avvicinerebbero, ci sarebbe una grande risposta dalla comunità".

Il San Giorgio è una casa circondariale: il numero dei detenuti oggi è sui 115, la polizia penitenziaria, spiega sempre la garante, è numericamente sotto organico. Ci sono detenuti in attesa di giudizio e condannati, ma con condanne entro i cinque anni. La presenza di detenuti stranieri è alta, ma molti sono anche della zona. Nel San Giorgio è attivo il Gruppo Volontari Carcere.

Al momento, oltre alle attività teatrali di Empatheatre, all'attività sportiva svolta dalla Libertas, al corso di cucina e a quello per il conseguimento della licenza Haccp, ci sono proposte per altri due progetti destinati ai detenuti. "Ho proposto un corso di formazione per volontari in carcere alla Caritas - spiega la garante -. Persone che possano entrare e semplicemente parlare con i detenuti, ascoltarli. C'è poi un progetto dell'Associazione Musicale Lucchese per un corso di chitarra e canto".

Severi in questo momento si sta concentrando su un punto di forza del recupero dei detenuti: il lavoro. Nasce da questo intento il l'incontro "Carcere e lavoro" in programma il 26 febbraio alle 15,30 nell'auditorium di San Micheletto, organizzato insieme all'amministrazione comunale e con la commissione consiliare per il sociale.

"Facendo i colloqui con gli ospiti - spiega infatti Severi - è emersa la grande esigenza che ravvisano a fine pena: la necessità di un lavoro: esco e dove vado? È molto importante aiutare le persone nel reinserimento. Per questo abbiamo deciso con il Comune di invitare all'incontro di mercoledì 26 febbraio aziende del settore agricolo e della ristorazione, quelle per le quali anche la formazione può essere più facile. Il nostro obiettivo, con l'incontro, è di far conoscere soggetti che ruotano intorno al mondo del carcere: ci saranno anche esponenti del Consorzio Mestieri Toscana, della Camera Penale di Lucca, della Caritas e di Confcommercio. Tra i relatori, anche lo studio legale Tirrito specializzato nella consulenza sugli sgravi fiscali per le aziende che assumono un detenuto. Ci saranno anche il garante dei detenuti di Firenze Eros Cruccolini, le associazioni di categoria e Slow Food Toscana. Ma anche, non ultimo, il direttore del Centro per l'Impiego di Lucca Antonio Fanucchi, l'Uepe (ufficio esecuzione penale esterna, ndr). Lo scopo, ribadisco, è accrescere la conoscenza del carcere nella comunità lucchese. Sono state realizzate anche brochure per le aziende, con i contatti e le informazioni necessarie".