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di Simone Dinelli

Corriere Fiorentino, 18 luglio 2026

Il vicepresidente Pinelli dopo i due episodi in 24 ore. E la Camera penale proclama lo stato di agitazione. “La situazione del carcere San Giorgio di Lucca è complicata: qua esiste un problema di sovraffollamento molto accentuato ed è il tema che mi pare più urgente da affrontare, nel senso che ci sono tre detenuti ogni nove metri quadri di cella”. A dirlo, ieri, il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, in visita al penitenziario lucchese dopo l’eco nazionale causato dal doppio decesso avvenuto all’interno del San Giorgio, dove nel giro di circa 24 ore due carcerati hanno perso la vita. Uno di loro si è suicidato impiccandosi, l’altro è deceduto a causa di un malore.

“So che il ministero è attento su questo tema - le parole di Pinelli, lucchese di origine - ma certamente non mancherò di avere un colloquio anche con il ministro, che ovviamente era avvertito di questa visita”. Il vicepresidente del Csm ha ricordato le principali criticità della struttura, che ha una percentuale di sovraffollamento tra le più alte d’Italia, definendo le morti in carcere una “sconfitta collettiva. Il suicidio è un dramma evidente, è anche un segno di solitudine tremendo, di abbandono. Dobbiamo sempre pensare che queste situazioni così difficili, che evidentemente a volte si portano dietro delle tematiche di fragilità psicologica, richiedono anche delle valutazioni attente sotto il profilo della pericolosità sociale dei detenuti”.

Il vicepresidente del Csm ha anche rindo graziato la direttrice del carcere e la polizia penitenziaria per il grande lavoro svolto in una situazione molto complessa. Nel frattempo la Camera penale di Lucca, attraverso le parole del suo presidente Marco Treggi, sottolinea a sua volta tutte le gravi problematiche dell’istituto penitenziario, proclamando lo stato di agitazione e, tramite una lettera indirizzata allo stesso ministro Carlo Nordio, chiedendo l’adozione di misure urgenti e tempestive.

Ma a far parlare di sé in queste ore non è soltanto il carcere di Lucca. A Pisa, all’interno della casa circondariale Don Bosco, è stato sventato ieri un altro tentativo di suicido. A svelarlo è Ilaria Cucchi, senatrice di Avs, in visita al penitenziario assieme al consigliere regionale del suo partito Massimiliano Ghimenti. “Una scena spaventosa - dice Cucchi -, che visto intervenire con grande determinazione quattro agenti della polizia penitenziaria, bravissimi nell’evitare il peggio. Un frangente, questo, che ci ha fatto percepire chiaramente la disperazione di tutti: del giovanissimo detenuto, dei suoi compagni di cella, degli agenti e della direttrice del carcere”.

Un’esperienza fortemente provante dal punto di visto emotivo, secondo Cucchi, che ha ricordato le esperienze vissute personalmente col carcere in passato per la drammatica vicenda del fratello Stefano. “Anche se di carcere mio malgrado purtroppo me ne intendo - le sue parole - non ha mai provato una sensazione simile”. La senatrice sottolinea come la delegazione di Avs abbia riscontrato “la totale mancanza delle normali condizioni igienico sanitarie. L’edificio - ha concluso Cucchi - praticamente crolla a pezzi, e il sovraffollamento deriva dal mancato ricorso a misure alternative”.