Il Tirreno, 19 gennaio 2015
L'associazione camaiorese protagonista di progetto per la rieducazione dei detenuti. Si parte dalla Casa circondariale di Lucca. In carcere per insegnare ai detenuti l'arte dei tappeti di petali. Angelo Tabarrani, presidente degli infioratori versiliesi, associazione che da anni raccoglie applausi per le opere realizzate con i fiori, annuncia un'altra importante iniziativa.
"A breve - racconta il presidente - parteciperemo a un percorso rieducativo nelle carceri. Insegneremo ai detenuti l'arte degli infioratori. Il progetto partirà dal carcere San Giorgio di Lucca, dove resteremo per circa un mese e mezzo. Poi l'iniziativa toccherà altre case circondariali". Tabarrani non conferma perché ancora manca l'ufficialità, ma a quanto pare nel progetto (al via tra un mese) potrebbero essere coinvolti anche i ragazzi di alcune scuole della Provincia di Lucca. Non è la prima volta che l'associazione camaiorese partecipa ad iniziative di questo tipo, lavorando con le scuole e partecipando a concorsi in Italia e all'estero. Lo scorso luglio, ad esempio, i membri dell'associazione furono protagonisti a Città del Vaticano, dove realizzarono un'opera dedicata all'Angelus che ottenne anche il plauso di Papa Francesco: "Sono proprio bravi".









