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Il Tirreno, 29 dicembre 2020


Quando anche gli spazi possono giocare un ruolo importante nelle politiche sociali, comprese quelle per il recupero di chi ha fatto scelte di vita sbagliate. Va in questo senso la riflessione di Daniele Bianucci, consigliere comunale con delega sui diritti, e ispirata dalla recente visita del senatore Marcucci e dell'assessore regionale Baccelli al San Giorgio.

"Ho letto - scrive Bianucci - la notizia della visita del senatore Andrea Marcucci e dell'assessore regionale Stefano Baccelli al carcere San Giorgio di Lucca. Segno evidente di un'attenzione e di una sensibilità davvero importanti, che sento profondamente vicine alla mie. In particolare riconosco con piacere, al senatore Marcucci, un impegno che, su questo tema, con coerenza va avanti da anni".

Su un punto però Bianucci trova una divergenza, appunto quello della collocazione del carcere: "Su una questione specifica - riprende il consigliere - da loro espressa nel corso della visita, sento il bisogno di esprimere una diversità di pensiero: e lo faccio con l'esclusiva speranza che possa contribuire, sull'argomento, a sviluppare un dibattito cittadino, sereno e costruttivo. Non penso affatto che allontanare il carcere dal centro storico rappresenti un'occasione per "restituire alla città il bellissimo chiostro che ospita il San Giorgio".

La struttura del carcere è già attualmente nella disponibilità della comunità: al servizio dei propri concittadini che hanno commesso un errore; e che per questo stanno pagando il proprio debito, attraverso pene che, come ci ricorda la Costituzione, "non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".

Certo, esiste ed è forte il bisogno di integrare sempre di più la vita del carcere con quella della città, nel suo complesso. Era questo l'intento che per tanti anni ha guidato l'impegno meraviglioso di Don Beppe Giordano, a lungo cappellano della struttura.

È questo l'obiettivo che sta portando avanti l'amministrazione comunale di Lucca, così come gli operatori e i volontari delle associazioni, che con dedizione, ogni giorno, proseguono la loro coraggiosa attività. E per la quale meritano tutta la nostra gratitudine. Si può anche riflettere sull'opportunità di trovare una nuova collocazione al carcere, e il percorso per la redazione del piano operativo, attualmente in fase di elaborazione, rappresenta in tal senso un'opportunità.

Mi piacerebbe che ogni ragionamento in tal senso partisse però dall'impellente necessità che la testimonianza di vita dei carcerati, che tanto ci possono insegnare pure per la nostra quotidianità, restasse al centro, anche fisico, delle esistenze di tutti noi. E questo Natale, per tanti versi improntato anche alla solitudine fisica, forse ci ricorda proprio di quanto sia importante che la città mai si dimentichi di alcuno dei propri fratelli. Compresi quelli che hanno sbagliato".