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di Umberto Sereni*

La Nazione, 21 luglio 2026

Le morti degli ultimi giorni riportano al centro una battaglia civile mai conclusa. Lucca deve chiedere un istituto nuovo, dignitoso e adeguato: è finito il tempo delle attese. Ed ecco dunque l’amara autocitazione: nella primavera del 2023 sulle pagine di questo giornale sottoponevo all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza l’”emergenza San Giorgio”, dovuta alle sue penose condizioni, al limite della sopportabilità fisica e morale. E, insieme avanzavo la sollecitazione per un deciso impegno teso a realizzare un nuovo carcere dove fossero rispettati i parametri di dignità e di salubrità. Era la primavera del 2023. L’appello cadde nel vuoto: Ma non mi detti per vinto e tornai ad agitare la “questione San Giorgio” in un intervento più articolato che apparve sul giornale on line “Lo Schermo” con questo titolo: ‘Se permettete parliamo del carcere’.

Di quell’articolo, agosto 2024, riprendo il nucleo che lo esplicitava. Dopo aver riferito le notizie delle tristi condizioni del San Giorgio andavo al sodo e scrivevo: “Detto con la massima chiarezza: questa triste storia può finire. Deve finire. Deve finire per la penosa condizione alla quale sono costretti quanti stanno là dentro per scontare una pena: la nostra Costituzione parla chiaro e recita all’articolo 27: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità”. O decidiamo che la Costituzione non si applica al carcere di San Giorgio o prendiamo atto di una semplice verità: si deve costruire un nuovo carcere che sia in regola con lo spirito della Costituzione.

Per dirla nel modo più chiaro possibile. Lucca deve avere uno nuovo carcere. Credo di non sbagliare se ricordo che nel recente passato (amministrazione Lazzerini) da parte del nostro Comune furono avviate le pratiche per coinvolgere il Ministero nel progetto di un nuovo carcere: ora si tratta di rimetterci le mani approfittando anche del fatto che grazie al PNRR il governo dispone dei fondi destinati alla realizzazione di nuove carceri. È troppo pretendere dai politici una decisa presa posizione che rimetta in movimento la sacrosanta “Operazione Nuovo Carcere” che tra tanti meriti avrebbe anche quello di avviare al risanamento un’area cittadina che, inserita in un piano di rigenerazione urbana qualificherebbe uno spazio, sottraendolo alla straziante vista che domina e offende un tratto della Passeggiata delle Mura. La questione è posta: da inguaribile ottimista sono certo che nella nostra città ci siano le volontà e le sensibilità pronte a impegnarsi per questa battaglia di civiltà. Ne va dell’onore di Lucca e dei lucchesi”. Luglio 2026, mi ripeto e continuo a sperare.

*Professore universitario