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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 16 luglio 2026

L’uomo aveva 23 anni ed era in isolamento. Nella struttura 100 detenuti invece di 33. Era da solo in una cella del carcere San Giorgio. Lo hanno trovato ieri mattina senza vita intorno alle 8. Da una prima ricostruzione sembra che si sia impiccato. Aveva 23 anni, era originario del Bangladesh ed era entrato il 2 luglio nel carcere di Lucca a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare per furto. A dare l’allarme ieri mattina sono stati gli agenti di polizia penitenziaria. Subito è intervenuto il medico che ha inutilmente tentato di rianimare l’uomo. Si sta adesso cercando di chiarire le cause della morte, e nel caso fosse confermato il suicidio, i motivi del gesto estremo. Sembra che negli ultimi giorni sia stato messo in cella da solo perché era particolarmente aggressivo verso gli altri e per questo gli altri detenuti avevano protestato chiedendo di allontanarlo. Era stato sottoposto a visita psichiatrica, ma gli accertamenti eseguiti avevano escluso patologie.

“Mi trovo a commentare l’ennesimo gesto anticonservativo avvenuto in questi anni nelle nostre carceri toscane - le parole di Enrico Vincenzini di Antigone, l’associazione che si occupa dei diritti dei detenuti - Questa volta il suicidio è avvenuto nel carcere di Lucca, una delle poche realtà penitenziarie che negli ultimi anni non era stata teatro di analoghi episodi. Senza voler trarre conclusioni sulle cause che possono aver spinto ad un gesto tanto estremo quanto drammatico, il triste episodio è l’ennesimo e più grave campanello d’allarme della situazione del carcere di Lucca di cui le istituzioni - a partire da quella locale - sembrano non volersi occupare. La Casa Circondariale di Lucca, che negli anni si era contraddistinta per un approccio risocializzante virtuoso rispetto ad altre realtà, si è trasformata in una struttura ingestibile ed oggi è la più sovraffollata di Italia con tassi oltre il 250%. Eppure, il consiglio comunale di Lucca non ha rimpiazzato il Garante dei detenuti (che ha dato le dimissioni ormai nove mesi fa), a dimostrazione del fatto che la dignità e le condizioni disumane di vita delle persone detenute non trovano posto nelle attenzioni delle istituzioni, anche in un momento così manifestamente drammatico per numeri ed episodi autolesionistici”.

Il carcere San Giorgio è nato per ospitare 33 detenuti ma attualmente ne ospita quasi 100. E Giulia Gambardella ha lasciato l’incarico di Garante per i detenuti ormai otto mesi fa, a novembre 2025. Il successore non è stato individuato e a questo punto se ne parlerà a settembre. Nei giorni scorsi Rifondazione comunista ha chiesto al Comune di procedere “senza ulteriori ritardi alla procedura di nomina del nuovo Garante. Il rispetto della dignità delle persone detenute e dei principi sanciti dalla Costituzione non possono passare in secondo piano. Rinviare ancora la nomina significa indebolire uno dei pochi strumenti di garanzia a disposizione di chi è recluso”.