sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Fabrizio Vincenti

La Nazione, 18 luglio 2026

Gli avvocati protestano per le condizioni del “San Giorgio” e per le gravi carenze dell’Ufficio di Sorveglianza che si ripercuotono sui detenuti. La Camera Penale di Lucca ha proclamato lo stato di agitazione e chiede “l’adozione di misure urgenti e tempestive di contrasto alle gravi problematiche, sia in merito all’organico della giurisdizione di sorveglianza che all’istituto penitenziario di Lucca”. In un durissimo documento firmato dal presidente, avvocato Marco Treggi, si sottolineano le tante criticità. In primis la carenza di organico dell’Ufficio di Sorveglianza di Pisa (competente anche su Lucca), “essendo rimasto operativo un solo magistrato di sorveglianza”.

Questo “ridonda notevolmente sulla condizione psicologica dei detenuti che restano per mesi in attesa di risposta alle loro legittime istanze, comprese le richieste di colloquio con i Magistrati di Sorveglianza, di permesso, le istanze di liberazione anticipata e le richieste ex L. 199”.

“La Casa Circondariale di Lucca - evidenzia la Camera Penale - è un istituto con una percentuale di sovraffollamento tra le più gravi e allarmanti di tutto il paese, dal momento che sono stati dichiarati inagibili plurimi spazi comuni, tra i quali una intera sezione, l’ex teatro e l’ex palestra, unitamente al fatto che la struttura soffre di mancanza di locali necessari al primo ingresso e alle altre necessità trattamentali. In questi ultimi giorni all’interno dell’istituto sono accaduti due episodi di rilevante gravità”.

Il primo il suicidio di un ragazzo di 24 anni in carcere per furto: “nonostante il ricovero in psichiatria presso l’Ospedale di Lucca era stato dimesso e ricondotto in carcere e collocato in isolamento, ma durante la notte si è tolto la vita, impiccandosi con un lenzuolo, nella propria cella. Il 16 luglio un altro decesso per cause in corso di accertamento”.

“I fondamentali diritti al trattamento penitenziario rieducativo e conforme a umanità, oltre che volto al reinserimento sociale, all’affettività e alla salute, devono necessariamente essere posti alla base di ogni detenzione carceraria e devono costituire l’obiettivo comune verso il quale le Istituzioni devono tendere anche per prevenire le recidive”.

“A tal fine - conclude la Camera Penale di Lucca - è necessario dotare la giurisdizione di sorveglianza di personale adeguato e mezzi idonei a garantire la fissazione delle udienze a breve termine, sia per i detenuti e anche per i liberi sospesi. Nel frattempo si rende necessaria l’adozione di strumenti generali di clemenza e comunque di misure che agevolino la collocazione dei detenuti in regime di detenzione domiciliare con specifici progetti di risocializzazione, anche al fine preciso di prevenire le recidive”.