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di Lorenzo Di Stasi

vita.it, 17 settembre 2026

Dal meccanismo di emergenza sulle frontiere al rafforzamento di Frontex per i rimpatri. La proposta della Commissione presieduta da Ursula Von der Leyen, i cui dettagli sono ancora in discussione, riguarda in particolare la sospensione temporanea delle norme sull’asilo in caso di arrivi improvvisi e su larga scala. Un principio che violerebbe la convenzione di Ginevra. Un nuovo meccanismo di risposta alle “emergenze” per far fronte alle “crisi” ai confini esterni dell’Unione Europea. È questa la proposta principale della presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, durante il suo discorso sullo stato dell’Unione europea pronunciato davanti ai deputati del Parlamento europeo di Strasburgo.

“Gli eventi di quest’estate dimostrano che i nostri strumenti devono evolversi soprattutto per le situazioni di emergenza. L’Europa ha bisogno dei mezzi per proteggere i propri confini in ogni momento. Soprattutto in scenari in cui i movimenti di massa sono progettati e trasformati in armi”, ha detto nell’emiciclo Von der Leyen. Il meccanismo “verrà attivato solo in base a una serie di criteri rigorosamente definiti. In questi casi, ciò consentirà una flessibilità limitata nel tempo e rigorosamente definita nelle procedure di asilo”, ha spiegato.

La proposta della Commissione, i cui dettagli sono ancora in discussione, riguarda in particolare la sospensione temporanea delle norme sull’asilo in caso di arrivi improvvisi e su larga scala. Ciò significherebbe che i Paesi dell’Ue non sarebbero più obbligati a esaminare le richieste di asilo presentate da persone entrate nel Paese in circostanze simili a quelle riscontrate a Ceuta.

Se la misura dovesse essere confermata a livello europeo andrebbe contro i principi del diritto per i rifugiati presenti nella convenzione di Ginevra. In particolare, il concetto di non-refoulement che stabilisce che un rifugiato non deve essere rimandato in un paese in cui la sua vita o la sua libertà sono seriamente minacciate. La Convenzione stabilisce inoltre che, fatte salve specifiche eccezioni, i richiedenti asilo non dovrebbero essere penalizzati per il loro ingresso o soggiorno illegale.

Di recente già nel 2025 il governo greco del premier Kyriakos Mitsotakis aveva sospeso per tre mesi la concessione dell’asilo a chiunque arrivasse in Grecia via mare dal Nord Africa (arrivi a Creta provenienti dal nord-est della Libia in quel caso. “I migranti che entrano illegalmente nel Paese saranno arrestati e detenuti”, aveva dichiarato Mitsotakis all’epoca. Von der Leyen sembra quindi essersi allineata alle richieste del premier greco, anch’esso membro dello stesso membro del Partito popolare europeo. L’annuncio arriva nel contesto di quanto successo il 31 luglio a Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco. Dove circa 80mila persone hanno attraversato - e 145 sono morte durante l’attraversamento - il confine tra lo Stato africano e la cittadina spagnola, che fa parte anche dell’Unione europea ma non dell’area di libera circolazione di Schengen.

Durante il discorso non è stato menzionato alcun riferimento al ruolo che la Commissione avrebbe nel garantire una corretta applicazione del trattato Schengen, in cui l’Italia prima e la Spagna poi hanno reintrodotto i controlli alle frontiere marittime e aeree senza una vera minaccia. Un altro aspetto menzionato nel discorso sullo Stato dell’Unione e presente in un briefing fatto circolare dai servizi della Commissione Ue, è il rafforzamento del personale e dei poteri dell’agenzia di frontiera europea Frontex: personale che aumenterebbe fino 30mila membri (dai 10mila attuali) e un ruolo diretto nella gestione dei voli di rimpatrio dei migranti considerati irregolari. 

Anche il budget dell’agenzia si prevede che sarà più sostanzioso, con 12 miliardi di euro dedicati nell’ambito del prossimo bilancio settennale dell’Unione europea. Questi punti dovranno comunque essere discussi dagli stati membri nel Consiglio Ue e Parlamento europeo quando la proposta di riforma dell’agenzia di frontiera con sede a Varsavia verrà presentata a fine mese. “Stiamo parlando di rafforzare un’agenzia come Frontex nonostante le preoccupazioni di lunga data sul suo ruolo nelle violazioni dei diritti umani e, in primo luogo, di limitare la possibilità delle persone di chiedere asilo”, ha commentato Silvia Carta, advocacy officer della ong Picum. “Queste misure non solo sono in contrasto con i valori dell’Ue in materia di dignità umana e uguaglianza, ma sono anche incredibilmente miopi”, ha aggiunto.