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di Natalia Distefano

 

Corriere della Sera, 16 ottobre 2020

 

Titolo d'effetto, "Per il tuo bene ti mozzerò la testa", e sottotitolo illuminante che rivela le ragioni dell'ultimo libro di Luigi Manconi e Federica Graziani: "Contro il giustizialismo morale" (Enaudi).

"Ossia contro quell'orientamento culturale e politico che persegue un concetto assoluto di giustizia, che non ammette alternative alle proprie convinzioni e pensa di affidarne la realizzazione alla spada dei tribunali - spiega Manconi - chiedendo pene sempre più esemplari, prescindendo dai diritti individuali e dal rispetto delle garanzie processuali. Un orientamento che si nutre di rancore collettivo, del diffuso sentimento di rivalsa sociale e di un'idea di giustizia che ha i tratti della vendetta. Alimentata sul fronte mediatico da personalità d'ogni sorta che brandiscono la morale come un'arma".

Alla presentazione romana del volume, oggi alle 19 al Maxxi (via Guido Reni 4, su prenotazione a www.maxxi.art/events/), gli autori ne discutono con Mattia Feltri e Giuliano Ferrara, coordinati da Giuliano Giubilei.

"A Milano invece - annuncia Manconi - il 28 ottobre saremo con Sandro Veronesi e Gherardo Colombo. Abbiamo coinvolto quattro relatori che rappresentano le molte facce, che grazie a dio esistono, di una cultura garantista di cui il libro vuole essere il manifesto. Una posizione per ora di minoranza, che va affermata a partire dalla tutela delle garanzie individuali, sancita dallo stato di diritto e dalla Costituzione, con un linguaggio che ribalti quello dei moderni inquisitori, fatto di parole violente, pregiudizi e disprezzo dell'altro in un meccanismo dove non esistono avversari ma nemici". Tra questi Manconi indica Marco Travaglio, a suo giudizio "l'uomo-immagine del giustizialismo morale, il frontman di feroci battaglie giudiziarie, l'incarnazione di una visione punitiva, del desiderio di puntare il dito e farsi spettatori di una giustizia implacabile e, soprattutto, pubblica".

Il libro parte proprio dalla sua descrizione come "eroe popolare della caccia all'uomo", per poi procedere con l'analisi del "populismo penale", dell'identità del Movimento 5 Stelle, fino a condurre una verifica del garantismo con undici test al lettore su vicende e questioni della cronaca recente: dal suicidio assistito, al processo Berlusconi, alle mutilazioni genitali femminili.

"Proprio dalle mancate o malandate risposte alle questioni che si sollevano intorno alle garanzie individuali discende lo stato infelice del garantismo in Italia - conclude Manconi - che risulta infine quanto mai evidente nelle drammatiche condizioni delle nostre carceri".