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di Ornella Favero (direttore responsabile di Ristretti Orizzonti)

 

Ristretti Orizzonti, 20 marzo 2015

 

La Bellezza è rappresentata dalla Villa Ambrogiana di Montelupo Fiorentino, ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario, c'è chi vuole darla solo ai "buoni" cittadini, e chi pensa che anche i "cattivi" fanno parte della società, e possono diventare una risorsa e confrontarsi e condividere anche loro quella "Bellezza"

Da vent'anni ormai faccio informazione dal carcere, sono direttore responsabile di Ristretti Orizzonti, un giornale realizzato da detenuti e volontari, e da anni curo un progetto sulla legalità con le scuole, tantissime scuole del Veneto e migliaia di studenti che entrano in carcere per confrontarsi con le persone detenute. È però un progetto un po' "anomalo" perché il confronto non significa per i detenuti lamentarsi di quanto male si vive in carcere, ma piuttosto ragionare sui reati, su come è facile a volte scivolare in comportamenti a rischio e poi nell'illegalità. A giudicare da quello che ci dicono gli insegnanti, non c'è progetto che abbia inciso nelle vite dei ragazzi più di questo, perché gli permette di "toccare con mano" il male, ma imparare anche a difendersene, a capire ma non a giustificare, ad "allenarsi a pensarci prima", perché non è affatto vero che è sempre così facile essere persone razionali e fare le scelte giuste.

Faccio questo esempio per spiegare quanto "i buoni" e "i cattivi" non siano poi così distanti, e quanto facile sia "passare dall'altra parte". Poi leggo una lettera del sindaco di Montelupo e mi dico che vorrei sfidarlo a conoscere la realtà del carcere in modo diverso da come la conosce ora. Sul suo territorio c'è la splendida Villa Ambrogiana che ha ospitato per anni l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario, che ora sta chiudendo, ma quella Villa è stata già in parte ristrutturata dal Ministero della Giustizia, e potrebbe ospitare un carcere "leggero", a custodia attenuata. Una ipotesi che sembra la più giusta ad Antonella Tuoni, direttrice dell'Ospedale Psichiatrico, che suggerisce anche di impiegare persone detenute per tante attività utili al territorio, e di "sfruttare la potenzialità della villa medicea quale polo museale, espositivo e convegnistico, impiegando manodopera detenuta".

Scrive però il sindaco: "In quanto sindaco di Montelupo Fiorentino desidero difendere gli interessi della città e della comunità che amministro, nella consapevolezza che la presenza sul territorio di una struttura carceraria sia incompatibile con il recupero di un pezzo importante di città".

Io invece penso che quella struttura carceraria e chi la abita siano loro stessi un pezzo della città di Montelupo, e possano contribuire alla sua vita così come a Padova i detenuti contribuiscono, raccontandosi e offrendo la testimonianza delle loro esperienze pesantemente negative, a rendere tanti giovani studenti più attenti e più consapevoli di quanto dalla piccola trasgressione si possa arrivare quasi senza accorgersene al reato.

Il sindaco dice di voler portare nel complesso di Villa Ambrogiana" un mix di funzioni sia pubbliche che private tali da valorizzare tutta l'area". Ma perché non valorizzare la Villa in modo nuovo, facendo capire che anche chi nella vita ha sbagliato può essere una risorsa? Perché non ricordare ai suoi concittadini che non esistono "i totalmente buoni e gli assolutamente cattivi", e che tutti dovrebbero riflettere come fa Antonella Tuoni, lei che di autori di reati ne ha conosciuti tanti nella sua carriera di direttrice, e ora ammette molto onestamente che "se nonavessi avuto l'opportunità di studiare ed una rete di affetti in mio sostegno, anche io potrei essere ora dietro quelle sbarre"?

Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono stati spesso luoghi di esclusione e di segregazione, a fine marzo devono chiudere, sarebbe importante che una struttura bella come quella di Montelupo diventasse luogo di confronto e di scambio per tutta la società, senza perdere la memoria di quello che è stata nel suo passato.

 

Lettera del sindaco di Montelupo Fiorentino

 

Il percorso per il superamento degli Opg parte da lontano: dal 2008. A seguito di un incontro organizzato proprio a Montelupo Fiorentino è stato promulgato il Dpcm del 1 aprile 2008 che ha aperto la strada per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e che con anni di ritardo ha portato alla decisione di chiudere la struttura di Montelupo entro la Primavera del 2015.

In prima istanza, anche grazie all'impegno del Forum per la salute in carcere e della Regione Toscana, è stata posta particolare attenzione alla situazione degli internati e alla salvaguardia della loro dignità e dei loro diritti.

Un aspetto, questo, balzato prepotentemente agli onori della cronaca in due diversi momenti: quando il sindaco Rossana Mori, a seguito di un sopralluogo della Asl, emise un'ordinanza (poi annullata dal Tar) che imponeva importanti interventi di adeguamento della struttura che in diverse zone risultava essere fatiscente e del tutto inadeguata alla funzione; a seguito di un ulteriore sopralluogo da parte della Commissione guidata dall'allora senatore Marino che constatò il degrado della struttura e impose, con ordinanza ministeriale, la realizzazione di alcuni interventi di riqualificazione.

A seguito di questo sono stati attuati lavori non solo volti a garantire una tutela dei detenuti, ma di un'entità tale da prefigurare un futuro carcerario delle ex - scuderie.

Nelle ultime settimane si è parlato molto di soldi spesi per il restauro della parte destinata a funzione carceraria. Soldi spesi non opportunamente quando già si profilava all'orizzonte l'ipotesi della chiusura, poi concretizzata nel 2012, o di una ristrutturazione di tipo sanitario.

Mi stupisce che la riflessione non abbia riguardato minimamente la situazione di un bene che è unanimemente riconosciuto come un patrimonio culturale della collettività e che non è stato inserito fra i beni tutelati dall'Unesco proprio perché non fruibile a causa della sua difficile accessibilità e delle condizioni strutturali.

In tanti anni, infatti, l'edificio è andato progressivamente deteriorandosi al punto tale che è stato necessario interrompere anche le visite guidate straordinarie ed è stato interdetto l'accesso alla grotta sull'Arno, un luogo unico e potenzialmente di rara bellezza.

In quanto sindaco di Montelupo Fiorentino desidero difendere gli interessi della città e della comunità che amministro nella consapevolezza che la presenza sul territorio di una struttura carceraria sia incompatibile con il recupero di un pezzo importante di città.

A breve sarà proposta un'intesa istituzionale fra Agenzia del Demanio, Ministero della Giustizia e comune di Montelupo Fiorentino per l'attuazione di un programma di valorizzazione e razionalizzazione degli immobili di proprietà dello stato che rientrano nel complesso della Villa Ambrogiana.

Nel documento l'Amministrazione comunale esprime l'interesse a valutare i termini della fattibilità di un'operazione che possa garantire la realizzazione di dotazioni territoriali nel complesso Villa Ambrogiana caratterizzate da un mix di funzioni sia pubbliche che private tali da valorizzare tutta l'area.

Alla luce di questi sviluppi comprendo le ovvie perplessità del personale dell'Amministrazione Penitenziaria e del personale Sanitario.

Questione affrontata proprio ieri sera nel corso di una seduta congiunta delle commissioni "Lavoro e Sviluppo Economico" e "Villa Medicea", per la cui iniziativa ringrazio i due presidenti, Paolo Grasso e Francesco Desii.

In quella sede i rappresentanti dei dipendenti hanno chiesto al Comune di sostenere l'ipotesi di un futuro carcerario per alcuni degli edifici dell'Ambrogiana.

Per quanto nelle mie competenze mi farò carico nelle sedi opportune di sollecitare una particolare attenzione che garantisca la dignità dei lavoratori che con grande professionalità hanno operato, spesso in condizioni di disagio e difficoltà, nell'Opg.

Tuttavia non può essere solo questo un elemento di valutazione che impedisca il ritorno di tutto il complesso ad un uso civile a favore della collettività di Montelupo e non solo.

Sono decenni che si parla di chiusura dell'ospedale psichiatrico giudiziario e della conseguente valorizzazione del complesso mediceo, ora che siamo ad un passo dal raggiungimento di questo obiettivo ho tutte le intenzioni di lavorare affinché divenga realtà".

 

Paolo Masetti, Sindaco di Montelupo Fiorentino