di Mario Deaglio
La Stampa, 5 agosto 2021
Adam Smith, considerato - con qualche esagerazione - il padre dell'Economia politica, sosteneva giustamente che il pane non ci deriva dalla benevolenza del fornaio, bensì dalla sua previsione della vendita di quest'alimento a un determinato prezzo. Nell'orizzonte di Smith era implicito che il fornaio non doveva avvelenare la farina: sarebbe stato impiccato sulla pubblica piazza. Tra i molti, Luigi Einaudi era fautore di tassazioni di emergenza in periodi di emergenza.
Oggi ci limiteremmo a imporre al fornaio una multa salata se il suo pane risultasse comunque adulterato, ma il principio è lo stesso: l'esistenza di un confine tra libertà individuale e interesse collettivo è sempre stata riconosciuta tranne che dal liberismo più intransigente, purtroppo in forte ascesa in tempi recenti - ma non recentissimi - soprattutto negli Stati Uniti.
Questo limite è particolarmente evidente in periodi di emergenza. Durante la seconda guerra mondiale, per contrastare il pericolo dei bombardamenti notturni sui centri abitati veniva imposto, in ogni Paese, che fosse o meno democratico, l'oscuramento: chi avesse violato l'oscuramento tenendo in casa propria le luci accese e le finestre spalancate - rendendo così chiaramente visibile l'agglomerato urbano agli aerei nemici - sarebbe sicuramente stato non solo arrestato ma forse, se recidivo, pure condannato per alto tradimento.
La situazione attuale ricorda questi "lockdown notturni" di settantacinque anni fa, con le finestre sbarrate e i rifugi antiaerei: l'emergenza virus, infatti, appare sicuramente paragonabile a un'emergenza bellica, per molti versi ancora più pericolosa delle bombe sganciate al buio. Il Covid-19 è un nemico da sterminare, altrimenti sterminerà noi. Del resto, il numero dei morti da Covid-19 comincia a gareggiare con quello dei civili uccisi nei bombardamenti proprio nell'ultimo conflitto mondiale.
La lotta al Covid- 19 richiede limitazioni particolarmente dure alle libertà individuali precisamente perché non è un nemico umano che mi colpisce solo se vuole: il coronavirus colpisce sempre, senza un piano definito per una sorta di riflesso condizionato e quindi, per il solo fatto di respirare senza mascherina, se sono infetto senza saperlo, posso far morire un'altra persona che mi passa vicino.
Certo, la conoscenza minuta degli esseri umani e dei loro comportamenti resa possibile dall'elettronica dei nostri giorni fa sorgere la prospettiva di un uso improprio, o addirittura criminale, dei dati personali. Lo dimostra, tra l'altro, l'attacco di pirati informatici alla Regione Lazio e i controlli sulle società che operano mediante Internet sono sicuramente tutti da riscrivere non solo per quanto riguarda il trattamento fiscale ma anche, tra l'altro, per quello dei dati personali. Il che dovrebbe andare in parallelo a comportamenti temporaneamente obbligatori contro il Covid-19: pur molto diverse tra loro, rappresentano le frontiere della libertà dei nostri giorni.










