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di Monia Orazi

Corriere Adriatico, 10 settembre 2024

Detenuti al lavoro nei cantieri per la ricostruzione post terremoto, presto sarà realtà. Sarà firmato questa mattina a Roma presso il ministero della Giustizia un protocollo d’intesa per l’impiego dei detenuti nei cantieri della ricostruzione, tra il ministro Carlo Nordio e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. Alcune imprese hanno già accettato di aderire all’iniziativa ed avranno tra le loro maestranze alcuni detenuti. L’obiettivo del protocollo è quello di favorire il reinserimento sociale di chi sconta in carcere pene detentive. L’iniziativa è già stata sperimentata con successo nell’autunno del 2022, con la firma di analogo protocollo che ha previsto l’impiego di alcuni detenuti nella ricostruzione delle chiese. Sempre sul fronte della ricostruzione post sisma, in vista dell’approvazione della prossima legge finanziaria l’associazione dei terremotati “La terra trema noi no” lancia un appello al governo, con la richiesta di aumentare il costo parametrico, per evitare rischi di accolli ai proprietari delle abitazioni, a causa della scadenza del Superbonus prevista il 31 dicembre 2025.

Chi non è coperto dal 110 per cento perché deve ancora presentare il progetto o deve veder terminati i lavori il rischio è di dover pagare di tasca propria. “Chiediamo al governo di aumentare il costo parametrico per la ricostruzione secondo il progetto presentato dal commissario Castelli - spiega Camillozzi - o in alternativa di prorogare il Superbonus 110 per cento, in scadenza il 31 dicembre 2025. Sono stati presentati solo i progetti con scadenza al 30 giugno scorso, per il resto i tecnici non presentano i progetti, senza il 110 per cento i proprietari delle abitazioni rischiano un accollo del 15, 20 per cento dell’importo totale. Rischiano soprattutto coloro che devono presentare il progetto o stanno per avviare i lavori, visto che la scadenza è vicina. Si rischia di rallentare enormemente la ricostruzione, con numerosi proprietari che non riusciranno a far fronte di tasca propria ai costi dei lavori. Nei contratti poi non è prevista nessuna clausola a tutela dei committenti, in merito ad eventuali ritardi nei lavori o alla copertura dei costi del Superbonus, per cui invitiamo chi deve firmare a fare molta attenzione. Il Superbonus per i terremotati del cratere non è un capriccio, ma è necessario per coprire gli alti costi della ricostruzione”.