La Nuova Sardegna, 22 febbraio 2015
L'assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, ha verificato di persona lo stato del carcere di Macomer e la possibilità di utilizzarlo per attività alternative alla carcerazione legate al trattamento sanitario dei detenuti psichiatrici che con la chiusura dei manicomi criminali saranno dimessi da queste strutture e dei detenuti affetti da tossicodipendenze.
Accompagnato dal sindaco, Antonio Succu, e dal comandante della Polizia penitenziaria, l'assessore Arru ha visitato il carcere mandamentale dando così seguito all'impegno assunto col sindaco durante l'incontro svoltosi presso la Presidenza della Giunta regionale il 6 febbraio. La visita era stata autorizzata dal direttore del carcere di Massama, Pierluigi Marci, al quale fa capo anche la struttura dismessa di Macomer.
L'assessore regionale alla Sanità ha preso atto delle buone condizioni della struttura di Macomer, degli ampi spazi disponibili e delle potenzialità di riutilizzo. Si è poi riservato di valutare, con i consulenti dell'assessorato, la percorribilità delle ipotesi progettuali di riutilizzo presentate dal sindaco Succu. Si tratta di verificare la possibilità di destinare la struttura ai cosiddetti "detenuti difficili", ossia tossicodipendenti che talvolta presentano problematiche di tipo psichiatrico e se una parte della stessa struttura possa essere dedicata agli ex Opg (detenuti psichiatrici reclusi nei manicomi criminali di prossima soppressione).
Il sindaco ha constatato che è in corso un rapido svuotamento dell'edificio. Si sta infatti procedendo a trasferire altrove tutte le attrezzature e quanto è necessario per il funzionamento della struttura nel caso in cui si dovesse puntare su soluzioni alternative alla carcerazione ordinaria. Ha chiesto perciò al Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria di fermare il trasferimento di attrezzature e arredi in attesa della verifica di un loro possibile riutilizzo all'interno del complesso. L'unica possibilità di riconversione del carcere di Macomer resta legata alle attività di giustizia. Impossibile una trasformazione per altri usi.











