di Tito Giuseppe Tola
La Nuova Sardegna, 13 marzo 2015
Macomer, i dati lo conteggiano ai fini della capienza Caligaris: "Un'incongruenza che crea sovraffollamento". Dal mese di dicembre dentro le mura del carcere di Macomer non c'è più un solo detenuto, ma per il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è ancora operativo. Il 29 febbraio il ministero di Grazia e giustizia ha diffuso i dati sulla situazione delle carceri italiane e nell'elenco figurano ancora quello di Iglesias e quello di Macomer, che da alcuni mesi sono stati svuotati, ma sulla carta è come se fossero in funzione.
Le due strutture vengono conteggiate ai fini dell'indicazione della capienza regolamentare: Bonu Trau a Macomer 46 posti, Sa Stoia di Iglesias 62. Praticamente è come se fossero aperte. Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme" ha rilevato l'incongruenza sottolineando che "a fronte di questa disponibilità risultano invece in sofferenza per sovraffollamento ancora tre istituti".
È comunque singolare che mentre il ministro Andrea Orlando risponde ai parlamentari e agli amministratori del comune di Macomer che portano avanti la battaglia per il carcere che ormai non c'è più niente da fare perché si è di fronte a scelte definitive, dall'altro si mettono in conto i posti delle due strutture carcerarie. "La Sardegna registra attualmente la presenza di 1.834 detenuti (40 donne e 421 stranieri) con 2.774 posti regolamentari - fa osservare Maria Grazia Caligaris -, tuttavia la distribuzione delle persone private della libertà risulta disomogenea con una concentrazione negli istituti di Oristano (285 detenuti, la maggior parte in regime di alta sicurezza, per 266 posti) e di Tempio Pausania (198 per 167 posti) dove per far fronte al sovraffollamento è stato necessario introdurre la terza branda in diverse celle destinate a due persone. In difficoltà anche Lanusei con 40 persone per 34 posti. Mentre la casa circondariale di Sassari-Bancali è al limite della capienza (331 detenuti per 363 posti).
Un'eccedenza di disponibilità di spazi si registra nelle colonie penali (complessivamente tra Mamone, Isili e Is Arenas si tratta di 561 posti) e nella casa di reclusione di Alghero (67 detenuti per 158) dove però è in atto un progetto innovativo trattamentale per il reinserimento sociale dei condannati". Per la presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme" le incongruenze sono evidenti. Mentre si continua a riempire strutture già sature, rimangono vuote quelle che sarebbero in grado di dare risposta ai problemi di sovraffollamento per i quali lo Stato italiano è stato in mora dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e dalle associazioni umanitarie.
"Facendo un po' di conti - conclude Caligaris - la Sardegna non sembra quella felice realtà che il Dipartimento rappresenta con i numeri. È quindi opportuno un approfondimento sulle reali disponibilità e occorre fare chiarezza sul destino delle strutture penitenziarie di Macomer e Iglesias anche perché se come più volte ribadito dal Ministero devono restare chiuse, non si comprende perché risultino disponibili 108 posti ormai cancellati". Prosegue intanto la battaglia per riaprire il carcere anche con soluzioni alternative alla detenzione ordinaria.










