La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2015
La Giunta regionale sostiene la battaglia del Comune di Macomer per il mantenimento del carcere o, in alternativa, per la sua riconversione. Ieri a Cagliari si è tenuto l'incontro convocato dal presidente Pigliaru per discutere della vertenza che il Comune di Macomer ha aperto da tempo nei confronti del ministero della Giustizia. Ha coordinato i lavori il capo di gabinetto della presidenza, Filippo Spanu. C'erano tutto lo staff del presidente Pigliaru, l'assessore alla Sanità Luigi Arru, l'assessore ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, il sindaco Antonio Succu, il vicesindaco Rossana Ledda e l'assessore Gian Franco Congiu.
Lo staff del presidente Pigliaru ha ribadito la volontà di sostenere la vertenza del carcere di Macomer (mantenimento della sua funzione o riconversione). Su questa seconda ipotesi l'assessore alla Sanità ha sostenuto la proposta del sindaco Antonio Succu su una riconversione che preveda un ruolo per i detenuti-pazienti degli ex ospedali psichiatrici giudiziari su un ala e l'utilizzo dell'altra per i cosiddetti "detenuti difficili", ossia i tossicodipendenti talvolta con doppia diagnosi, cioè con disturbi comportamentali.
"Questo - è spiegato in una nota - comporterebbe una forte collaborazione con i Serd (servizi sanitari territoriali per le tossicodipendenze) che a Macomer già operano. Peraltro il personale del servizio operante a Macomer ha acquisito negli anni una grande esperienza nel settore". Il tavolo si è chiuso con l'impegno di una richiesta al ministero di Grazia e giustizia per un incontro congiunto in tempi rapidi, con l'obiettivo di un accordo complessivo fra presidenza della Giunta, ministero di Grazia e Giustizia, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, assessorato regionale alla Sanità e rappresentanti del territorio.
"In questa vertenza non siamo più soli - è il commento del sindaco Succu - ma è con noi anche la Regione. Sono molto soddisfatto del sostegno che il presidente Pigliaru ha deciso di darci e lo ringrazio per l'attenzione che vorrà dedicare a questa battaglia, che non è solo del comune di Macomer ma di tutto il territorio".
La decisione di chiudere il carcere di Macomer è apparsa incomprensibile dal primo momento. Si tratta di una struttura nuova che negli ultimi anni è stata attrezzata anche per accogliere il nucleo cinofili della polizia penitenziaria. Con la dismissione è destinata all'abbandono. Riconvertire un carcere in una scuola materna o in qualsiasi struttura destinata a un utilizzo diverso da quello di tipo penitenziario è praticamente impossibile. Già dopo la partenza degli ultimi detenuti alcuni ambienti sono stati lasciati in abbandono e al loro interno è iniziato degrado.











