sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2026

Il Ministro esclude una riforma della responsabilità civile, giudicata priva di effetti deterrenti, e punta sulla tipizzazione degli illeciti disciplinari. Gip collegiale a regime da febbraio e organici completi entro fine anno. “Il magistrato inetto, il magistrato impreparato, il magistrato indegno, il magistrato inadeguato, non va colpito nel portafoglio ma va colpito nella carriera. Poiché le sanzioni disciplinari vengono irrogate dal Consiglio Superiore della Magistratura allora è bene avere un dialogo e noi lo abbiamo già iniziato con il Csm per rendere tipiche quelle che sono le ipotesi in cui il magistrato è bene che risponda con la carriera e al limite con la destituzione” lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio dal palco della Nuvola di Roma al Forum PA dopo aver segnalato la non utilità di una riforma della responsabilità civile dei magistrati giudicata “assolutamente inutile e priva di deterrenza perché ogni magistrato è ultra-assicurato”.

Con riguardo, poi, alla riforma del cosiddetto Gip collegiale ha detto “a febbraio sarà pieno regime”. La norma che introduce un collegio di tre gip chiamato a valutare l’emissione di una misura cautelare, ha spiegato il Guardasigilli, “è già legge” ma la sua “attuazione concreta è stata rinviata in attesa di colmare l’organico dei magistrati. Poiché entro la fine dell’anno colmeremo anche queste lacune di organico, abbiamo prorogato fino a febbraio l’entrata in vigore di questa riforma”.

“Perché, ha proseguito, la nostra magistratura è sempre stata sottodimensionata, a fronte di un organico di 10.500 magistrati è sempre stata sofferente di un 15%, talvolta anche del 20%. Ora per la prima volta dalla fondazione della Repubblica noi lo colmeremo con concorsi per l’assunzione di 1600 nuovi magistrati entro la fine dell’anno e quindi colmeremo questo gap che ha contribuito alla lentezza della giustizia”. Novità anche sul fronte amministrativo. “Abbiamo assunto già oltre 9000 persone, ma soprattutto abbiamo stabilizzato gli appartenenti all’ufficio del processo”. Sul tema della digitalizzazione, per il ministro l’obiettivo è far sparire la carta. “È un transito difficile, questo non possiamo nasconderlo, che ha creato molti problemi soprattutto nell’ambito del processo penale, ma contiamo di risolverli entro la fine della legislatura”.

Sull’Ia, invece, le preoccupazioni per la possibile diminuzione di occupazione non deve generare allarme. “L’intelligenza artificiale sicuramente eliminerà alcuni posti di lavoro, ma ne creerà degli altri - ha assicurato il Ministro - l’importante è sapere sfruttare queste opportunità”. Tornando alla responsabilità dei magistrati, prosegue Nordio, “i casi secondo me più emblematici avvengono quando si dimostra che il magistrato non conosce le carte del processo. Cioè per negligenza si è dimenticato di leggere delle cose e ha fatto una sentenza senza aver studiato. Quindi una negligenza imperdonabile. La seconda è quando dimostra di non conoscere le leggi. Purtroppo in Italia le leggi si accavallano, è dovere del magistrato aggiornarsi. Ebbene, nel momento in cui si dimostrasse che il magistrato non si è aggiornato, quindi è stato come dire negligente, per non dire indegno della carica che ricopre, anche qui andrebbe colpito sulla carriera. Queste forme che noi chiamiamo tipicizzazioni andrebbero e saranno studiate assieme al Consiglio Superiore della Magistratura per rendere certa anche nei confronti degli stessi magistrati qual è l’ipotesi in cui devono rispondere davanti alla sezione disciplinare”.

E sul dialogo con il Consiglio superiore della magistratura prosegue, “lo stesso Csm, gli stessi magistrati, la stessa Anm ammette, e lo si legge anche in questi giorni sui giornali, che ci sono delle questioni irrisolte. A loro non andava bene che fossero risolte con il referendum. Noi prendiamo atto che il referendum l’abbiamo perso, senza giri di parole, però prendiamo anche atto che loro per primi ammettono che ci sono queste criticità e allora io dico sediamoci attorno a un diavolo, vediamo quali sono e vediamo di risolverle insieme”.