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di Francesco Machina Grifeo


Il Sole 24 Ore, 13 dicembre 2021

 

La lettera di allerta alla Commissione Ue. Al centro dello scontro la richiesta di rinuncia preventiva ad ogni azione giudiziaria da parte di chi intraprende la selezione per la stabilizzazione. Cartabia: "sarà istituito un fondo, la questione deve essere sistemata entro la sessione di Bilancio".

La Consulta della Magistratura onoraria alza il tono dello scontro sulle condizioni poste dal Governo per la stabilizzazione degli oltre 4.700 precari in servizio. La categoria, insoddisfatta dell'emendamento X2 all'articolo 196 del Ddl Bilancio, si è rivolta nuovamente alla Commissione europea.

In una nota indirizzata alla Presidente Ursula von der Leyen, al Vicepresidente Dombrovskis ma anche al Presidente del Parlamento Europeo Sassoli oltreché alla presidente della Commissione Petizioni Montserrat, direttamente interessata alla questione, i giudici non togati affermano che l'emendamento "è ancora lontano dalle osservazioni elaborate dalla Commissione Ue nella lettera di messa in mora" e richiamano la procedura d'infrazione in corso agitando lo spettro della perdita dei fondi del Pnrr.

"Non paiono peraltro peregrine, come ripercussioni collaterali - scrivono Mariaflora Di Giovanni (Presidente Unagipa) e Anna Puliafito (Unimo) -, le ricadute sull'intero piano di ripresa e resilienza, essendo il riconoscimento delle tranche dei prossimi fondi condizionato ad una serie di virtuosi comportamenti che incidano, sensibilmente e concretamente, sull'intero sistema giustizia italiano".

Intanto due giorni fa la ministra della Giustizia Marta Cartabia, ospite della kermesse Atreju, aveva detto che nella legge di bilancio "sarà istituito un fondo" per recuperare le mancate tutele dei magistrati onorari. Aggiungendo che la questione della magistratura onoraria "deve essere sistemata entro la sessione di Bilancio".

Al centro dello scontro la richiesta di rinuncia preventiva ad ogni azioni giudiziaria da parte di chi intraprende la selezione per la stabilizzazione. Il punto 5) del nuovo articolo 196, infatti, prevede che "la domanda di partecipazione alle procedure valutative ... comporta rinuncia ad ogni ulteriore pretesa di qualsivoglia natura conseguente al rapporto onorario pregresso...".

Per la Consulta così si impone al magistrato precario "una rinuncia preventiva". "Esso è chiamato - prosegue la nota - ad un'abiura al momento della mera domanda per accedere ad una verifica selettiva successiva, anziché al conseguimento della stabilizzazione". Si tratta, "com'è evidente" di una previsione "assolutamente strabordante nei tempi ed anche nei modi".

E via con l'esempio di molti dei magistrati in servizio che hanno maturato anni di lavoro privi però di copertura previdenziale. "La rinuncia preventiva imposta dal legislatore a qualsivoglia interlocuzione - affermano - va ancorata ad una certezza di stabilizzazione nonché, esclusivamente, agli aspetti connessi all'abusiva reiterazione dei mandati a termine". Se è vero, infatti, che la Corte di Giustizia ritiene la stabilizzazione idonea "ad escludere qualsiasi diritto al risarcimento pecuniario", ciò accade sempre che la trasformazione non sia "né incerta, né imprevedibile, né aleatoria" (Cgue sent. 8.05.2019 C 494/17).

Del resto, prosegue la nota, i magistrati precari sono rimasti nelle funzioni, anche per decenni, attraverso procedure "para-concorsuali" (Cassazione n. 4410/2011) e dunque "perfettamente idonee e sufficienti a rispondere al requisito di 'blanda verificà, indicato anche dalla Corte Costituzionale nel 2016". Inoltre, viene ricordato che gli onorari sono stati immessi nelle funzioni a seguito di "procedura concorsuale nazionale" e poi "confermati nelle funzioni anche reiteratamente, in considerazione dell'anzianità di servizio".

Insoddisfacente anche il capitolo retribuzione. I parametri di riferimento (indicati nel comma 6 dell'emendando articolo 196) sono inadeguati. La Commissione infatti ha ritenuto che "l'omologo professionale per il trattamento economico, previdenziale ed assistenziale debba essere il magistrato professionale comparabile". Non rileva la diversa natura del concorso sostenuto.

Al contrario ancorare la retribuzione al Funzionario amministrativo (fascia 1 per i più giovani), "non è rispondente né alle indicazioni della Commissione Eu, né alla esigenza di tutela della funzione magistratuale, né a garantire serenità nell'esercizio della giurisdizione all'operatore. "Scarsamente intellegibile è, poi, la rinuncia a qualsivoglia cumulo, finanche decurtato pro quota, con i redditi di pensione, anche di invalidità e inabilità".

Infine i tempi. Il comma 3 prevede tre distinte procedure nell'arco di 3 anni (dal 2022 al 2024). Nelle more, però l'attuale compenso a cottimo "rimane assolutamente invariato nel quantum". Per tutte queste ragioni le Associazioni di Consulta chiedono alla Commissione europea "l'emissione del parere motivato, come previsto dall'iter della procedura di infrazione".