sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Cesare Maffi


Italia Oggi, 29 dicembre 2020

 

Il governo boccia un Odg che aveva accolto in giugno. Anziché restituire i giudici ai tribunali, la maggioranza preferisce assumerne di nuovi. Assumere nuovi magistrati e, contemporaneamente, non ridurre il numero dei magistrati fuori ruolo, è una contraddizione che danneggia la già dissestata giustizia nostrana.

Chi sono questi fuori ruolo? La legge ne prevede un massimo di 200, destinati a svolgere funzioni amministrative (si noti bene: amministrative, estranee in sé alla carriera intrapresa entrando in magistratura) presso una miriade di enti e istituzioni. Si va dal ministero della Giustizia all'Ispettorato generale, al dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, dalla Presidenza del consiglio alle Camere, ai ministeri, dalle autorità indipendenti agli organismi internazionali, alla Scuola superiore della magistratura.

Tuttavia il tetto dei 200 fuori ruolo non tiene conto dei magistrati che operano presso alcuni palazzi romani: Quirinale, Consulta, Marescialli. Sono esclusi altresì i 16 eletti al Consiglio superiore della magistratura. Vi sono poi altri, collocati in aspettativa per svariati motivi: mandato parlamentare o amministrativo, funzioni di governo, assessori esterni, ricongiungimento col coniuge all'estero.

Nel corso del dibattito svoltosi a Montecitorio sulla legge di Bilancio il deputato Enrico Costa, oggi di Azione (il movimento di Carlo Calenda), ha sollevato l'incoerenza di una spesa di 7 milioni iniziali, nel primo anno, per arrivare agli oltre 25 dal 2030, con lo scopo di assumere magistrati ordinari in aggiunta a quelli di cui è prevista l'assunzione in base alla normativa vigente.

Non è coerente stanziare nuovi finanziamenti in luogo di recuperare decine e decine di magistrati fuori ruolo, in massima parte collocati al dicastero della Giustizia (più volte occasione di pepate polemiche da Francesco Cossiga, il quale vedeva i magistrati al lavoro in via Arenula impegnati nel predisporre disposizioni che li toccavano in prima persona).

In giugno il governo aveva accettato un ordine del giorno mirante all'adozione delle iniziative volte a ridurre gli incarichi in posizione di fuori ruolo. Eppure, nonostante che da giugno a oggi il fenomeno sia cresciuto, il governo non ha accolto l'ordine del giorno Costa, proponendone una riformulazione che l'avrebbe depotenziato e che è stata respinta dal presentatore.

Il parlamentare ne ha approfittato per segnalare una parte degli incarichi di fuori ruolo. L'elenco è perfino spassoso, perché parte dall'ambasciata a L'Aia per transitare nel Garante per concorrenza (tre magistrati, tanti quanti presso la Commissione europea), nella Commissione antimafia (ancora tre), nella Scuola della magistratura (cinque). Abbondano gli organismi internazionali: Consiglio d'Europa, Corte di giustizia, Corte penale internazionale, Corte europea per i diritti dell'uomo, Eurojust (in questo caso, con assistenti, anche loro parimenti magistrati).

Non mancano destinazioni che rivelano eccellenti doti di fantasia: missioni in Ucraina, nei Paesi Bassi, presso il ministero della Giustizia del Marocco. Così, un magistrato va a Rabat mentre, putacaso, a Brescia ve ne sarebbe bisogno. In Albania un fuori ruolo è "magistrato di collegamento".

Numerosi magistrati operano nei gabinetti e negli uffici legislativi dei ministeri. In via Arenula ben 41 fuori ruolo sono incaricati di "funzioni amministrative". Già: ma, come ha vanamente fatto notare Costa, "se svolgono funzioni amministrative, non si possono prendere degli amministrativi e non dei magistrati"?