di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 8 novembre 2020
È stallo totale nell'Anm per il rinnovo dei vertici, a partire dal presidente. I 36 componenti del "parlamentino" delle toghe, riuniti in parte da remoto in parte in presenza nelle stanze di un hotel romano adiacente alla storica sede della Cassazione, dopo 9 ore di discussione, in parte dedicate a una surreale scelta del presidente dell'assemblea, sono ancora ben lontani dall'avere trovato una soluzione.
Di certo pare ormai tramontata l'ipotesi di giunta unitaria, i nuovi entrati di Articolo 101 e Autonomia e Indipendenza per ragioni diverse, i primi sostenitori di un sorteggio per il rinnovo del Csm indigeribile per gli altri gruppi associativi, la seconda per la proposta di modifiche statutarie assai problematiche, sono fuori.
Ma le 3 correnti "storiche" sono ben lontane da un'intesa. Tanto che il supplemento dei lavori di questa mattina potrebbe non essere decisivo e condurre a uno slittamento. Area, con tensioni al proprio interno su nomi e futuro del cartello, pur vincitrice delle elezioni di poche settimane fa, Magistratura Indipendente, che chiede discontinuità, e Unicost, sono prigioniere di tensioni reciproche e veti incrociati.
Su Luca Poniz, di Area, presidente uscente e più votato alle elezioni, pare esserci lo "sgradimento" di MI, che invoca discontinuità per rifondare un Anm all'altezza della sfida del post Palamara; su Silvia Albano, di Area, i dissensi sono all'interno della sua stessa componente.











