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www.agenzianova.com, 14 settembre 2026

Nel Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati del 12 settembre 2026, Magistratura indipendente ha votato contro la mozione di adesione al cosiddetto “indulto differito” o “indulto responsabile”. La gravissima situazione delle carceri italiane - riferisce una nota di Magistratura indipendente - impone risposte urgenti e coraggiose. Su questo non vi è alcuna divergenza. Proprio per la serietà dell’emergenza, tuttavia, riteniamo che le soluzioni proposte debbano essere chiare, realistiche e concretamente praticabili. L’indulto differito, per come è stato prospettato, appare invece caratterizzato da forti elementi di indeterminatezza e finisce per scaricare sulle strutture della giustizia compiti ulteriori che oggi non sono in grado di sostenere. Uffici di Sorveglianza e Uffici di esecuzione penale esterna (Uepe) operano già in condizioni di estrema sofferenza; attribuire loro nuove funzioni di controllo, valutazione e accompagnamento senza adeguate risorse significa ignorare la realtà del sistema.

A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di criticità: una misura di questo tipo rischia di imporre la celebrazione di processi destinati comunque a concludersi con la dichiarazione di estinzione della pena, con il risultato di impegnare inutilmente risorse giudiziarie senza realizzare neppure l’obiettivo di alleggerire il carico di lavoro dei giudici penali. Non vi è inoltre alcuna garanzia che i percorsi di reinserimento annunciati possano essere effettivamente realizzati. Senza investimenti concreti in servizi, personale e strutture, il rischio è quello di una misura destinata a produrre effetti temporanei, senza incidere sulle cause profonde del problema. Magistratura indipendente ritiene inoltre che ogni intervento di clemenza debba tenere conto anche del diritto delle vittime a una risposta di giustizia effettiva e che la responsabilità delle scelte politiche in materia penitenziaria non possa essere trasferita, direttamente o indirettamente, sulla magistratura. 

Se il legislatore ritiene necessario adottare provvedimenti straordinari, deve assumersene pienamente la responsabilità politica, senza gravare ulteriormente un sistema giudiziario già sottoposto a pressioni eccezionali. Per queste ragioni, pur nella piena consapevolezza della drammaticità dell’emergenza carceraria, Magistratura indipendente - conclude la nota - non ha ritenuto di poter condividere la proposta di adesione all’indulto differito. La gravità del problema, alla pari di altri nodi che affliggono la giustizia, richiede soluzioni strutturali e di sistema, non misure settoriali, dai contorni incerti destinate ad aumentare il carico della magistratura senza offrire adeguate garanzie di efficacia.