di Giovanna Casadio
La Repubblica, 18 gennaio 2023
Montecitorio dà il via libera a una corsia preferenziale per far uscire dalla galera i figli delle madri detenute. Una corsia veloce per fare uscire dal carcere i figli delle madri detenute. La legge “mai più bimbi in carcere” - attesa da anni, arrivata quasi all’approvazione prima che cadesse il governo Draghi - è stata ripresa in mano. E oggi in aula a Montecitorio c’è stato il via libera all’accelerazione: entro quindici giorni sarà esaminata dalla commissione Giustizia della Camera.
Debora Serracchiani, la capogruppo dem che è prima firmataria con Michela De Biase, dice che ci sono tutte le condizioni perché finalmente la proposta vada in porto. Sull’accelerazione a favore le opposizioni di Pd, Sinistra-Verdi, M5Stelle e Terzo Polo mentre le destre di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si sono astenute.
Una astensione che però permetterà di velocizzarne l’approvazione. I Dem hanno ripresentato lo stesso testo di Paolo Siani, che ne aveva fatto la sua battaglia sin dall’inizio della passata legislatura.
Cosa prevede - Viene modificata la normativa sulla tutela del rapporto tra detenute madri con figli minori di età inferiore ai sei anni: possano scontare la pena in case famiglia, evitando che finiscano in cella. Siani commenta: “Sono speranzoso e fiducioso. Questa accelerazione non era scontata per niente. Mi auguro la legge sia poi approvata all’unanimità”. De Biase spiega: “Con il voto di questa mattina la Camera ha deciso di accelerare nei tempi di approvazione. E mai più bambini in carcere deve essere l’obiettivo fondamentale che questo Parlamento deve raggiungere rapidamente, soprattutto dopo la conclusione anticipata della scorsa legislatura che ha impedito l’approvazione anche in Senato del testo di Siani. Avere dei bambini e delle bambine detenuti non è tollerabile. È necessario fare presto per poter permettere alle deteneute madri di scontare la pena nelle case famiglia. Queste strutture devono sostituirsi al carcere e agli Istituti a custodia attenuata”.
Le reazioni - Non permettere che i bambini finiscano dietro le sbarre con le madri detenute è sancire un diritto fondamentale. Graziano Delrio, senatore, parla di “una battaglia vera da portare alla fine dopo lo sforzo di Paolo Siani, per i bambini che non sono il futuro ma il presente di un mondo che vogliamo migliore”. Quando Siani spezzò la lancia per incardinare la legge, a Rebibbia una detenuta madre aveva ucciso i suoi due figli gettandoli dalla tromba delle scale del nido. Nessuno può voltarsi dall’altra parte. A fine maggio 2022 erano 19 i bambini in carcere con le madri. Neppure uno deve restarci. Alessandro Zan, intervenendo in aula, ha messo in guardia dalle buone intenzioni che non si traducono in fatti. “Mai più bambini in carcere” si era detto, ma purtroppo si continua ancora a ripetere, perché è una piaga che tutt’ora attanaglia il sistema carcerario italiano. Questa proposta di legge tutela i diritti dei figli minori di madri detenute fissati dall’articolo 31 della Costituzione”
Aggiunge Zan: “Da qui, l’obiettivo di favorire le case famiglia, in cui la detenuta madre sconti la pena. I numeri dimostrano che nel nostro Paese siamo indietrissimo: in Italia infatti esistono solo due case famiglia, una a Roma e una a Milano, una mancanza incredibile. La casa famiglia deve sostituirsi al carcere e agli Icam (gli istituti a custodia attenuata per detenute madri) previsti dalla riforma del 2011, che tuttavia vengono ancora previsti per i casi più gravi. È infatti dimostrato che gli Icam sono comunque lesivi per i minori, in quanto connotati da una forma tipicamente detentiva, che non è in grado di garantire il rapporto madre-figlio”.










