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di Alessandra Ziniti

La Repubblica, 17 giugno 2024

Sono per lo più giovani, spesso condannati a pene non lunghissime, persino a pochi mesi dalla libertà. Ma anche anziani, come l’uomo di 77 anni che ha deciso di farla finita nel carcere di Teramo due giorni fa. Quarantaquattro suicidi nei penitenziari italiani dall’inizio dell’anno, uno ogni tre giorni, gli ultimi quattro in poco più di 24 ore. “Numeri pazzeschi indegni di un Paese civile”, gridano i sindacati della polizia penitenziaria. L’ultimo detenuto si è impiccato nel reparto ospedaliero all’interno del carcere di Bancali a Sassari. Il quarto in 24 ore dopo i suicidi nei penitenziari di Ariano Irpino, Biella, Teramo.

Una vera emergenza nazionale - “Quella dei suicidi in carcere è un’emergenza nazionale”, denuncia l’Associazione Antigone. “Un numero che se continuasse a crescere a questo ritmo porterebbe il 2024 a superare il tragico dato del 2022 quando i suicidi in prigione furono 85”. Un’emergenza più volte denunciata, nelle carceri ma ormai anche negli istituti per minorenni sempre più pieni dopo le nuove norme restrittive introdotte dal decreto Caivano, ma su cui il governo fa orecchie da mercante. “Non abbiamo più parole per commentare e appellarci alla sensibilità della politica. A fronte di tutto ciò si notano due grandi assenti, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il governo Meloni”, accusa Gennarino De Fazio, segretario della Uilpa penitenziaria.

L’ammonizione del Consiglio d’Europa - E dire che proprio qualche giorno fa il Consiglio d’Europa aveva ammonito l’Italia sollecitando “l’immediata adozione di efficaci interventi sulle disastrose condizioni delle carceri e una maggiore trasparenza delle informazioni”. Il comitato dei ministri proprio due giorni fa ha emesso una nota in cui “constata con grande preoccupazione che le misure adottate finora dalle autorità non sono riuscite ad arrestare l’allarmante tendenza negativa dei suicidi in carcere”.

L’incredibile assenza - “In tutto questo spicca un’incredibile assenza: quella dell’ufficio del garante nazionale dei detenuti”, accusa il senatore pd Walter Verini, segretario della commissione Giustizia. “Da quando il nuovo ufficio si è insediato non risultano sopralluoghi e monitoraggi nelle carceri nelle quali avvengono queste tragedie”.

“Subito un decreto svuotacarceri” è la richiesta che i sindacati degli agenti di polizia chiedono da tempo. Un decreto-legge per alleggerire la popolazione carceraria che in Italia conta ben 14 mila detenuti in più rispetto alla capienza. Richiesta a cui si associa Ilaria Cucchi, parlamentare di Avs: “Una situazione insostenibile nel silenzio generale. Il ddl sicurezza proposto dalla destra non affronta minimamente il sovraffollamento anzi, tutta la legislazione del governo Meloni è tesa ad aggiungere reati, aggravare le pene fino al nuovo reato di rivolta penitenziaria. Il contrario di quello che serve”.

Le sofferenze della Polizia penitenziaria - Grande sofferenza anche nel corpo della Polizia penitenziaria. Ancora ieri due aggressioni nel carcere di Frosinone, due agenti feriti a Trento, uno a Trapani. “L’altra faccia della medaglia dell’emergenza carcere”, sottolinea Aldo Di Giacomo del Sindacato di polizia penitenziaria, “è l’aumento di aggressioni e violenze al personale penitenziario che ha raggiunto il 40% in più nel giro di pochi mesi. Nella stessa giornata del suicidio a Teramo, sono stati otto gli agenti aggrediti”.