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di Gabriella Ceraso


vaticannews.va, 6 settembre 2020

 

Le suore missionarie dell'Immacolata Regina Pacis dal cuore del Mali raccontano a Vatican News le speranza di un popolo che in tanti mesi di scioperi, violenza e ora del golpe militare che ha capovolto il Paese, non smette di sperare in un futuro migliore. Le religiose affiancano la piccola e minoritaria comunità cristiana e servono le fasce più fragili nelle carceri e nelle case per giovani mamme. Intanto si lavora alla stabilizzazione politica.

Il Mali non smette di sperare: ora che il vecchio presidente Ibrahim Boubacar Keita, è ormai fuori dai giochi, ricoverato in ospedale ma libero dalla detenzione cui lo ha costretto dal 18 agosto la giunta militare al potere, la pace è l'aspirazione più grande per tutti anche se le condizioni ancora non ci sono. Grazie alla lunga mediazione della Comunità economica degli Stati dell'Africa dell'Ovest (CEDEAO), si è arrivati alla decisione di una transizione verso un sistema democratico civile che coinvolga ampie fasce della società civile. Per questo i due giorni di consultazioni previsti per il 5 e il 6 settembre.

D. - Il popolo sta vivendo un momento di speranza dopo aver vissuto tanti momenti difficili e duri. Sperano che con questa transizione che stanno preparando, si possa arrivare a vivere finalmente in pace. Quale è la condizione del Paese e quali sono i pensieri e le speranze della popolazione?

R. - In realtà è ancora tutto bloccato, non c'è sicurezza da nessuna parte, e poi c'è il grande problema dell'educazione e delle scuole, un vero disastro. Tutto è fermo, tutto è bloccato, praticamente un anno perso: prima per gli scioperi poi il resto. Questo dell'educazione è un problema grande. Ma la gente spera proprio in un futuro migliore.

D. E la vostra presenza che margini di azione ha?

R. - Noi siamo vicini alle nostre comunità cristiane che sono in minoranza. E poi facciamo servizio nelle prigioni e alle donne e ad un centro di ragazze madri.

D. Quindi è una vicinanza e un incoraggiamento soprattutto per le fasce deboli e per le nuove generazioni, perché abbiano un futuro?

R - Sì, speriamo che si riesca veramente a risolvere questa situazione. Il Mali è proprio crollato. Comunque questi nuovi capi vogliono fare le cose per bene, almeno così dicono, come tutti all'inizio; poi c'è da vedere quello che succede. Sembra che queste nuove persone al potere abbiano proprio il desiderio di lavorare col popolo, quindi stiamo a vedere cosa succede.