di Giovanni Vigna
Corriere della Sera, 17 novembre 2022
In programma tre eventi per stimolare la creatività dei detenuti e convincerli a partecipare a un concorso di poesia. Il carcere apre le porte alla poesia. Casa circondariale di Mantova, Asst e associazione “La Corte dei Poeti” hanno organizzato una rassegna di incontri e workshop con l’obiettivo di stimolare la creatività dei detenuti e convincerli a partecipare a un concorso di poesia. Il linguaggio poetico approda nei luoghi del confinamento grazie al premio nazionale di poesia Terra di Virgilio, istituito nell’ambito di Mantova Poesia - Festival Internazionale Virgilio, che presenta due sezioni: “Vita di scienza ed arte”, destinata ad autori noti ed esordienti e “L’ozio degli attivi”, riservata a persone ospitate in strutture protette (carceri, Rems, ospedali e comunità di recupero).
La poesia diventa un mezzo per esprimere le capacità e i sentimenti di persone che praticano la scrittura intesa come strumento di riscatto, autocura e reinserimento sociale. L’idea di fondo è che la poesia e la parola abbiano una funzione terapeutica: l’espressione poetica e le emozioni curative suscitate dalla poesia fanno parte del percorso di riabilitazione e reinserimento dei detenuti. “La parola come cura”, rassegna che si svolgerà in carcere a partire da domenica 20 novembre, comprende tre eventi che si collocano nel contesto del progetto “Empowerment”, frutto della collaborazione tra Medicina Penitenziaria di Asst e direzione della casa circondariale.
Domenica 20 novembre, alle 15, nel carcere di via Poma si terrà un incontro sul tema “La riparazione della poesia” durante il quale sarà illustrato il premio nazionale di poesia Terra di Virgilio, giunto alla nona edizione. Interverranno alcuni membri dell’associazione “La Corte dei poeti” tra i quali Elena Miglioli, Stefano Iori, Lucia Papaleo e Luigi Caracciolo. Domenica 11 dicembre i carcerati potranno conoscere l’esperienza del laboratorio di lettura e scrittura creativa del carcere di Opera a cura dei poeti Silvana Ceruti e Alberto Figliolia. È prevista anche la testimonianza di un ex detenuto che in passato ha partecipato al laboratorio.
Il ciclo di incontri si concluderà domenica 18 dicembre con “Parole in libertà”, workshop di poesia con Carla Villagrossi e Luigi Caracciolo. “L’obiettivo - spiega Elena Miglioli, poetessa e dirigente dell’area ufficio stampa e comunicazione di Asst Mantova - è avvicinare i detenuti alla poesia e offrire loro la possibilità di partecipare al premio nazionale di poesia. I carcerati potranno presentare i componimenti che scriveranno durante e dopo il workshop”. Gli incontri dedicati alla poesia sono stati preceduti da una serie di laboratori sul tema della medicina narrativa, che si sono focalizzati sul racconto come espediente per migliorare le relazioni tra operatori e pazienti. Il ciclo “La parola come cura rappresenta la prosecuzione della rassegna “L’ascolto come cura” di cui, da alcuni mesi, si occupa una neuropsichiatra che ha il compito di illustrare ai carcerati l’importanza dell’ascolto come forma terapeutica.









