Gazzetta di Mantova, 27 marzo 2015
Anfetamina, coca, hashish, marijuana: un eldorado per piccoli spacciatori quello trovato due anni fa a casa di Sergio Pedrazzoli, 48 anni, pluripregiudicato di Castel Goffredo e della sua convivente, dipendente dell'Opg di Castiglione delle Stiviere. Nel dicembre del 2013 il giudice per l'udienza preliminare Gilberto Casari lo aveva condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Ieri mattina lo stesso giudice ha rincarato la pena, in quanto a seguito di un'ulteriore perquisizione nella sua casa, i carabinieri avevano trovato altri quantitativi di anfetamine.
Da qui un anno e otto mesi patteggiati che portano la detenzione a sette anni e due mesi. Un vero e proprio bazar la casa di Pedrazzoli, con merce per tutti i gusti e per tutti i prezzi. Roba destinata soprattutto ai degenti-detenuti dell'ospedale psichiatrico giudiziario, al cui approvvigionamento provvedeva proprio la convivente, in qualità di operatrice socio assistenziale. L'anfetamina, in particolare, era diretta ai pazienti ricoverati nella struttura di cura e detenzione, sia a uomini che donne, condannati per crimini gravissimi.
Tra questi gli infanticidi. L'infermiera lavorava proprio a contatto con le mamme ospitate nel reparto Arcobaleno. Al termine di una complicata indagine, partita proprio dalla soffiata di un paziente dell'Opg, i carabinieri di Castiglione erano arrivati a individuare la coppia dello spaccio e altri due giovani pusher e a sequestrare quasi tre chili di stupefacenti.










