sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Matteo Sbarbada


La Gazzetta di Mantova, 7 settembre 2019

 

"Il carcere può essere una palestra per chi sta fuori, un modo per esercitare il pensiero civile. Chi è in carcere ha già ricevuto una condanna, non ha bisogno di essere condannato nuovamente". In tempi di muri alzati contro ogni tipo di diversità, Marco Malvaldi, accompagnato dai musicisti Paolo Bonfanti, Stefano Resca e Pietro Leveratto, ha portato suoni e parole nella casa circondariale di via Poma. Un incontro toccante e divertente, con una platea equamente divisa tra spettatori del festival e detenuti.

Tutto nasce da "Vento in scatola", libro scritto da Malvaldi con Glay Ghammouri, detenuto nel carcere di Pisa. L'incontro nella casa circondariale della città toscana durante un corso di scrittura. "Entrando in carcere mi sono liberato da una marea di pregiudizi - ha raccontato Malvaldi - Pregiudizi che mi sono accorto di avere solo dopo essere entrato. Credo sia fondamentale trattare ogni persona in base ai diritti, senza farsi condizionare da quanto ha commesso".

Spazio alle parole ma la protagonista vera è stata la musica. Il via con "Take this hammer", brano registrato per la prima volta in un carcere. Il viaggio musicale prosegue tra jazz e blues, toccando mostri sacri come Johnny Cash e BB King e chiudendosi con il genovese di "A dumenega", capolavoro di Fabrizio De Andrè. "In carcere la vista peggiora - ha spiegato Malvaldi - Per questo si sviluppa maggiormente l'udito. Di fatto diventa il senso più importante, quello più utile per raccogliere informazioni. Per questo abbiamo pensato ad un evento legato alla musica".

Molti i confronti tra il mondo di fuori e quello di dentro. "Tutti noi ci lamentiamo sempre del poco tempo a disposizione, qui dentro è l'esatto contrario. Il tanto tempo consente ai detenuti di svolgere lavori con cura, precisione maniacale e grande attenzione, ottenendo risultati ottimi. Un aspetto, quello del lavoro, davvero fondamentale per chi si trova in carcere". - Matteo Sbarbada