sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Alina Polonska

Gazzetta di Mantova, 27 aprile 2025

La violenza di genere, le fragilità psicologiche e il reinserimento sociale dei detenuti: sono stati questi gli argomenti più gettonati tra i dieci laboratori che si sono svolti ieri, a Lunetta e in altre zone della città, per 180 ragazzi scout dai 17 ai 22 anni dell’associazione Agesci. Si tratta del “Forum Rs (Rover e Scolte, ndr) 2025”, il cui obiettivo era quello di “permettere ai ragazzi scout di tutta la provincia di confrontarsi su tematiche che, nella vita di tutti i giorni, non sempre riescono ad affrontare - spiega Filippo, incaricato alla branca di zona Rs - Tanti tendono a pensare che i giovani di oggi non abbiano idee e non sappiano cosa vogliono fare. Noi invece crediamo che loro ne abbiano tantissime, riflettano e parlino, ma nessuno li ascolti per davvero”.

Con gli psicologi - Della violenza di genere se ne è parlato all’oratorio del Duomo. Gli psicologi hanno evidenziato come la violenza fisica sia spesso preceduta da un percorso di violenza psicologica che, però, non sempre viene identificata come tale.

Con la garante dei detenuti - Un altro laboratorio molto richiesto è stato quello sulla vita carceraria e sul reinserimento post-pena, al quale hanno partecipato anche Graziella Bonomi, garante dei diritti dei detenuti, e Silvia Beccari, referente del laboratorio territoriale Nexus. “Non basta mettere tutti in carcere - sostiene Bonomi - servono anche strumenti diversi”. “Non si tratta di buonismo - aggiunge Beccari - Il fine ultimo di ogni pena è proprio la rieducazione del condannato”.

Al centro Parcobaleno, invece, i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio sul riciclo della plastica, mentre al Cag di Lunetta si è parlato dei processi produttivi e delle condizioni di lavoro che stanno dietro i prodotti che finiscono sul nostro tavolo. Tra le altre attività organizzate per i giovani scout: un laboratorio dedicato alle fragilità psicologiche, un incontro su come parlare in pubblico superando la paura del giudizio altrui e, infine, un laboratorio di fede. “Speriamo che queste condivisioni siano come onde - commenta Gianni, capo clan di Volta Mantovana - che si diffondano nelle menti dei ragazzi e li portino lontano”.