di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 maggio 2024
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha deliberato l’avvio di una maratona oratoria a livello nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione delle carceri italiane. L’iniziativa, che prenderà il via mercoledì prossimo, 29 maggio, sarà coordinata dall’Ucpi con il supporto dell’Osservatorio Carcere e vedrà coinvolte tutte le Camere Penali territoriali. Le maratone oratorie si svolgeranno in luoghi pubblici e proseguiranno fino a data da destinarsi.
“Sono 35 i suicidi in carcere dall’inizio dell’anno - denuncia l’Ucpi un dato inaccettabile che evidenzia il fallimento di un sistema che non è più in grado di garantire neanche il minimo rispetto dei diritti umani dei detenuti”. L’Unione delle Camere Penali punta il dito contro l’immobilismo della politica: “I decisori politici, pur inevitabilmente consapevoli dell’eccezionale gravità della situazione, hanno offerto un’indecorosa immagine di totale immobilismo, bloccati da interessi meramente opportunistici, determinati dal timore della perdita di consenso elettorale derivante dall’assunzione di doverosi provvedimenti di clemenza come l’indulto, o anche semplicemente restitutori delle sofferenze indebitamente inflitte ai detenuti, come la liberazione speciale anticipata”. Ricordiamo che l’ultimo suicidio, l’ennesimo, riguarda una donna detenuta in custodia cautelare nel carcere di Torino.
Mariassunta Pulito, 64 anni di Caltanissetta, accusata assieme al marito di aver violentato il loro padrone di casa, si è suicidata giovedì mattina nel bagno della sua cella soffocandosi con un sacchetto di plastica in testa e legato attorno al collo con un laccio. Parliamo della quarta donna negli ultimi due anni che si è suicidata nel carcere delle Vallette di Torino. Numeri sconcertanti e non si fa nulla. Anche il ministro della Giustizia Nordio pare essere ostaggio del populismo penale. La delibera degli avvocati penalisti, approvata il 20 maggio scorso, sottolinea come il sovraffollamento carcerario abbia raggiunto livelli allarmanti, paragonabili a quelli denunciati nella sentenza Torreggiani della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Attualmente, la situazione all’interno degli istituti di pena italiani non solo priva i detenuti della loro dignità umana, ma rappresenta anche un fallimento del sistema democratico stesso. L’Ucpi ha più volte sollecitato interventi immediati da parte del governo per affrontare l’emergenza sovraffollamento e ripensare l’intero sistema dell’esecuzione penale. Tuttavia, le risposte politiche sono state inesistenti, dettate dalla paura di perdere consenso elettorale piuttosto che dalla volontà di risolvere problemi umanitari. La mancanza di riforme ha creato un ambiente di lavoro insostenibile per gli agenti di polizia penitenziaria e per gli operatori del settore, con un numero di personale del tutto inadeguato rispetto alle necessità.
La maratona oratoria dell’Ucpi ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere i decisori politici a prendere provvedimenti urgenti. Verranno denunciati pubblicamente la condizione inumana dei detenuti, il degrado degli istituti penitenziari, le inefficienze del sistema carcerario, l’assenza di riforme significative e, come detto, l’indifferenza della classe politica. L’Unione delle Camere Penali Italiane invita la società civile a partecipare attivamente a queste iniziative, per rompere il muro dell’indifferenza e riportare l’attenzione su un tema di fondamentale importanza per la democrazia e la giustizia. Le maratone oratorie non saranno solo momenti di denuncia, ma anche occasioni di riflessione e proposta, per cercare soluzioni concrete e restituire dignità umana a chi è attualmente privato dei propri diritti fondamentali.
In conclusione, la delibera dell’Ucpi fa un richiamo accorato alla Costituzione Italiana e ai principi sui quali si fonda la convivenza civile. La dignità umana è un diritto inviolabile e la sua privazione è inaccettabile. La maratona oratoria vuole essere un segnale forte e chiaro: il sistema carcerario italiano deve essere riformato, e ciò può avvenire solo attraverso un impegno collettivo e un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le componenti della società.









