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viverefermo.it, 13 luglio 2026

Cinque istituti marchigiani su sei superano i posti disponibili. A giugno 2026 i detenuti sono 1.086 contro 814 posti regolamentari: affollamento al 133,4%. Pesaro raggiunge il 177,8% considerando i posti effettivamente agibili. Il sovraffollamento non è un numero: è la misura di quanto un carcere si discosti dalla funzione per cui è stato progettato. Quando le presenze superano stabilmente gli spazi disponibili, ogni attività - dal lavoro alla formazione, fino alla gestione quotidiana - diventa più complessa. Nelle Marche, secondo i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - Ministero della Giustizia, aggiornati a giugno 2026, negli istituti della regione sono presenti 1.086 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 814 posti. Il surplus è di 272 persone, pari a un tasso di affollamento del 133,4%: per ogni tre posti disponibili, una quarta persona deve comunque trovare spazio.

Cinque dei sei istituti marchigiani superano la propria capienza. L’unica eccezione è la Casa di Reclusione di Ancona-Barcaglione, che si ferma all’82% dopo una riduzione delle presenze nell’ultimo anno. Il dato percentualmente più critico riguarda Fermo: 74 detenuti per 43 posti, pari al 172%. In una struttura così piccola, l’aumento di dodici presenze rispetto all’anno precedente incide direttamente sulla vivibilità degli ambienti. Situazione analoga ad Ascoli Piceno, dove la Casa Circondariale ospita 153 detenuti per 103 posti regolamentari (149%). Anche qui l’incremento di cinque unità in dodici mesi pesa su un istituto già saturo. Il caso più rilevante in termini assoluti è Pesaro. La capienza regolamentare è di 156 posti, ma 12 sono inagibili: i posti effettivi scendono a 144, mentre i detenuti sono 256. Il tasso reale di affollamento raggiunge il 177,8%, il più alto della regione considerando gli spazi realmente utilizzabili.

Anche la Casa Circondariale di Ancona-Montacuto presenta una riduzione della capienza effettiva: un posto inagibile porta i posti disponibili a 255, mentre i detenuti sono 342 (134,1%).

Completa il quadro Fossombrone, con 179 detenuti su 156 posti (115%), in crescita rispetto all’anno precedente. Il sovraffollamento si riflette anche sugli organici. La Polizia Penitenziaria registra una scopertura che va dall’11% di Ascoli al 22% di Fossombrone; a Fermo manca oltre un quinto del personale previsto. Il numero degli educatori è altrettanto limitato: a Pesaro tre operatori seguono 256 detenuti (uno ogni 85 persone), ad Ancona-Montacuto il rapporto è di uno ogni 68, ad Ascoli uno ogni 51.

La composizione della popolazione detenuta conferma un quadro in linea con la media nazionale. Gli stranieri sono 340 (31,3%), contro il 31,4% italiano. Le donne sono 30, tutte a Pesaro, pari al 2,8% del totale regionale. Sul piano della posizione giuridica, le persone in attesa di primo giudizio sono 144 (13,3%), leggermente sotto la media nazionale del 14,2%. I condannati definitivi sono 858, pari al 79%, una quota superiore al dato italiano del 76,2%. Il sistema penitenziario marchigiano fotografa dunque una condizione che non è più episodica ma strutturale: cinque istituti su sei oltre la capienza, organici ridotti, spazi limitati, attività trattamentali difficili da garantire. Una realtà che pone interrogativi concreti sulla capacità dello Stato di assicurare condizioni di detenzione conformi ai principi fissati dalla Costituzione.