di Luca Simone
vivere.it, 3 marzo 2026
Desta preoccupazione la situazione delle carceri marchigiane. Stando ai dati raccolti da Andrea Nobili (Avs) si toccherebbero picchi di sovraffollamento tra il 112% e il 155%, con un conseguente aumento di tentativi di grave autolesionismo tra i detenuti. La questione del sovraffollamento nelle carceri delle Marche torna al centro del dibattito politico e istituzionale. Secondo gli ultimi dati, nelle sei strutture penitenziarie regionali i detenuti presenti superano per oltre il 100% il limite consentito, con un tasso medio complessivo che sfiora il 112%.
Una situazione che in alcuni istituti assume contorni ancora più critici. Alla casa circondariale di Pesaro - Villa Fastiggi l’affollamento supera abbondantemente la capienza prevista, con un tasso che tocca il 155% (242 detenuti su 156 posti), così come ad Ancona Montacuto, dove le presenze risultano oltre i limiti stabiliti per il 137% (351 detenuti su 256 posti). La rilevazione non risparmia neanche le carceri più piccole, come quella di Fermo, dove l’indice di sovraffollamento tocca il 130%, con 65 detenuti ospitati a dispetto dei soli 50 posti disponibili. Numeri che si traducono in celle sovraffollate, spazi ridotti per le attività trattamentali e maggiore pressione sul personale penitenziario.
Non è solo una questione di metri quadrati. Nel corso dell’ultimo anno si sono registrati numerosi tentativi di suicidio e casi di autolesionismo (104 gli episodi di autolesionismo, 28 i tentati suicidi e purtroppo un tragico suicidio), segnali di un disagio profondo che riguarda in particolare detenuti con fragilità psichiche o problemi di dipendenza.
A pesare è anche la carenza di organico tra agenti di polizia penitenziaria, educatori e personale sanitario, con difficoltà nel garantire assistenza continuativa e percorsi di recupero efficaci. Guardando i numeri, la carenza non si registra, infatti, solo tra le fila degli agenti di polizia penitenziaria, ma anche fra gli educatori. Stando ai dati del monitoraggio, infatti, su 652 agenti assegnati ne sono presenti solamente 542 (110 in meno), mentre gli educatori sarebbero 11 su una popolazione carceraria di oltre 1.000 detenuti. Un problema endemico ormai quello della carenza di organico delle forze di polizia, aggravato dai mancati investimenti del governo centrale, che non è riuscito a rimpiazzare il personale in pensionamento. Sul caso è stata presentata un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia, con la richiesta di interventi urgenti e strutturali. Tra le priorità indicate, il rafforzamento degli organici, il potenziamento dei servizi sanitari e una gestione più rapida delle liste d’attesa nelle Rems, le strutture destinate a persone con disturbi psichiatrici autori di reato.











