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di Aldo Grasso

Corriere della Sera, 1 maggio 2026

Giunti infine alla sesta stagione, le modalità con cui “Mare Fuori” - una coproduzione Rai Fiction-Picomedia, per la regia di Beniamino Catena e Francesca Amitrano - viene offerto al pubblico non cambiano. Forse sarebbe più corretto scrivere “ai pubblici”, perché la serie è ormai diventata un caso di scuola per la tv contemporanea che ibrida il palinsesto con le piattaforme digitali. Come già per le stagioni precedenti, “Mare Fuori” - che rappresenta e si rivolge a un pubblico giovane - passa prima da RaiPlay per poi approdare su Rai 2, in una più classica programmazione in prima serata (4,9% di share). Non è facile descrivere la trama, che vede una Rosa Ricci (Maria Esposito) più protagonista e intensa che mai.

Nelle intenzioni, “Mare Fuori” vuole porsi agli antipodi di “Gomorra”, raccontando sì storie di marginalità e devianza giovanile, ma all’interno del contesto pedagogico e rassicurante del servizio pubblico. Eppure, la serie tradisce l’inevitabile riferimento e strizza l’occhio a un universo narrativo conosciuto, rodato e di successo: nel linguaggio, nell’utilizzo (a tratti) del dialetto più stretto, che rende necessari i sottotitoli, e nella scelta delle musiche.

Perché i giovani detenuti dell’IPM di Napoli, che cercano di trovare la loro strada tra le sfide e le ombre della reclusione, piacciono ai ragazzi più di altre fiction italiane? Il punto principale è che la serie parla la loro lingua. Non solo per il linguaggio diretto e spesso crudo, ma per il modo in cui racconta emozioni e conflitti: amicizia, amore, tradimento, desiderio di riscatto. Non c’è quella distanza “da adulti che spiegano i giovani”, ma una narrazione che sembra stare dentro il loro mondo. C’è poi un’estetica molto riconoscibile: musica, ritmo veloce, scene intense, uso marcato dei social. Molti ragazzi scoprono la serie attraverso TikTok o Instagram, dove alcune scene diventano virali. Questo crea un senso di appartenenza: guardarla diventa quasi un fenomeno collettivo. Questa nuova stagione appare più dura e malinconica rispetto alle precedenti, con una maggiore attenzione alla violenza e al lato oscuro dei personaggi.