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La Nazione, 2 settembre 2026

Il Garante dei detenuti, nonostante i solleciti, ancora non c’è ma l’amministrazione comunale sottolinea la sua attenzione verso la popolazione carceraria annunciando la prosecuzione del progetto “È ancora... Tempo di libri”, per il prossimo biennio. Un progetto, realizzato nel 2025 attraverso la biblioteca civica “Stefano Giampaoli” all’interno della Casa di reclusione di Massa che sottolinea l’amministrazione, “che prosegue nel solco delle attività coltivate da tempo con la casa di reclusione di Massa nella convinzione che il carcere non debba essere considerato un luogo separato dalla città, ma una parte della comunità con cui costruire relazioni, occasioni di confronto e percorsi di inclusione”.

La proroga del progetto legato alla lettura è l’occasione che il Comune coglie per ricordare che già nel 2020 la giunta “aveva approvato schemi di convenzione con la casa di reclusione per promuovere iniziative congiunte, dalla promozione della lettura alle attività lavorative extramurarie volontarie e gratuite presso la Biblioteca civica “Stefano Giampaoli”. Un rapporto proseguito anche grazie all’attività della Biblioteca, con una collaborazione con la casa di reclusione che dura dunque da oltre cinque anni.

Insomma la nomina del garante, sollecitata anche attraverso diverse visite, ancora non arriva ma, ribadisce l’amministrazione, “la cultura diventa uno strumento di inclusione, relazione e crescita personale”. Il programma del progetto prevede incontri con autori e circoli di lettura, il concorso “Liberi di scrivere”, i laboratori “Nati per Leggere” dedicati anche al rapporto tra genitori e figli, il ritorno del podcast “Voci Sospese” e attività di teatro, scrittura, arteterapia e consapevolezza personale.

Il progetto “È ancora... Tempo di libri” sarà ancora realizzato dalla Biblioteca civica “Stefano Giampaoli” con il supporto dell’Uepe di Massa e della Diocesi “confermando l’importanza di fare rete sui temi dell’inclusione e della fragilità sociale. “Prendersi cura della popolazione carceraria significa prendersi cura della comunità nel suo insieme - sottolinea il Comune -. Per questo l’amministrazione continuerà a investire in percorsi capaci di restituire dignità, creare relazioni e offrire nuove opportunità a chi sta scontando una pena, nella convinzione che il carcere debba essere anche un luogo dal quale poter tornare alla società con maggiori strumenti e consapevolezza.