di Michele Scuto
La Nazione, 30 settembre 2026
Se ne parla, si torna a chiederlo, si ribadisce che quella figura può essere utile. Il Garante dei detenuti a Massa ancora non c’è, ma il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la mozione per riavviare il percorso verso il Garante provinciale. La questione è tornata al centro del confronto politico dopo l’intervento del vescovo Vaccari sulle condizioni della Casa di reclusione di Massa e le parole del sindaco Francesco Persiani, che si è detto favorevole alla figura di garanzia ma non convinto sul fatto che possa risolvere i problemi strutturali delle carceri. Il Consiglio provinciale ha votato all’unanimità. Tutti d’accordo: destra, sinistra e centro.
Il percorso avviato prevede ora l’aggiornamento del regolamento del 2012, quindi il bando e la successiva nomina. “Fa riflettere - ha detto la consigliera provinciale di Centrosinistra per la Provincia, Dina Dell’Ertole - che proprio la città capoluogo sia ancora sprovvista di questa figura, mentre a livello provinciale maggioranza e minoranza hanno trovato un accordo. Mi chiedo perché Massa non abbia ancora proceduto alla nomina e quali siano le ragioni di questo ritardo”.
Sul fronte comunale, il Pd torna a sollecitare l’amministrazione. “Dopo l’intervento della Diocesi - dichiara il vice segretario Ergest Cobaj - il sindaco è finalmente intervenuto sulla mancata nomina del Garante dei detenuti, ma senza assumere ancora una posizione chiara. Dice di essere d’accordo, come sindaco, avvocato e cittadino, sull’importanza di questa figura, ma ad oggi, nonostante le numerose sollecitazioni, non si è ancora arrivati alla nomina”. Cobaj ricorda anche la visita in carcere effettuata poco più di un mese fa dal Pd e dai Giovani Democratici. “Abbiamo posto più volte questa questione perché riteniamo che il Garante rappresenti una figura importante per assicurare attenzione alle condizioni delle persone detenute e per favorire il rapporto tra il carcere, le istituzioni e la comunità. A questo punto ci chiediamo perché si continui a rimandare. Qual è il motivo di questa inerzia?”.
Sulla stessa linea il consigliere comunale Daniele Tarantino: “Abbiamo discusso in diverse occasioni della necessità di arrivare alla nomina del Garante e ancora oggi non abbiamo ricevuto una risposta chiara. Come gruppo consiliare e personalmente come consigliere ho preso a cuore questa battaglia per l’importanza che riveste”. “Non stiamo parlando di una figura meramente simbolica - prosegue Tarantino - ma di uno strumento che può contribuire a mantenere un rapporto costante tra il carcere, l’amministrazione comunale, le istituzioni e il territorio. Il Garante può svolgere un ruolo di ascolto, monitoraggio e raccordo, portando all’attenzione delle istituzioni le problematiche che riguardano la vita all’interno dell’istituto penitenziario e il reinserimento delle persone detenute. Per questo riteniamo che non ci siano più ragioni per continuare a rinviare”.









