di Simone Dinelli
Corriere Fiorentino, 18 ottobre 2026
“Non ce la facciamo più, il carcere di Massa agonizza sotto il peso di un sovraffollamento che ne rende impossibile la gestione”. A lanciare il grido d’allarme è Cesare Battisti, ex appartenente ai Proletari armati per il comunismo, condannato all’ergastolo per quattro omicidi commessi negli anni Settanta e recluso a Massa dal 2023, dopo l’estradizione dalla Bolivia del 2019. Battisti ha scelto di affidare a una lettera indirizzata al suo legale Davide Steccanella la denuncia sulle condizioni della casa circondariale apuana. “La logistica, la sorveglianza, l’area trattamentale e il servizio sanitario sono allo sbando”, sostiene il detenuto eccellente, che punta il dito soprattutto sulle condizioni quotidiane: dalla cucina, che definisce “incompatibile con le più elementari norme igieniche”, alla “qualità e alla quantità del vitto”. Secondo il detenuto, alcuni alimenti destinati allo scarto nella distribuzione commerciale verrebbero ridistribuiti ai reclusi: accuse accompagnate dalla richiesta implicita di verificare quanto scrive.
I numeri fotografano la pressione sulla struttura: secondo i dati ufficiali del ministero della Giustizia aggiornati al 16 ottobre, i detenuti sono 299 a fronte di una capienza regolamentare di 177 posti. Un’eccedenza di 122 persone che porta la presenza carceraria ben oltre i limiti previsti. Battisti descrive un peggioramento rapido: il penitenziario, scrive, sarebbe passato in pochi mesi da “un modello positivo di esecuzione penale” a “una situazione ormai difficile da governare”.
A pesare è anche la chiusura lo scorso giugno di sette sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano, con conseguenti ricadute sull’intero sistema penitenziario regionale. Un altro nodo riguarda l’assistenza sanitaria: Battisti riferisce che l’infermeria, “già inadeguata rispetto alla popolazione inizialmente prevista”, sarebbe stata trasformata in “uno spazio di deposito per casi gravi di tossicodipendenza e persone con disturbi psichiatrici”. Una condizione che, a suo dire, renderebbe più difficile garantire cure appropriate e seguire le situazioni di autolesionismo.
Anche gli spazi detentivi sarebbero stati modificati: “nelle celle per due persone è stata aggiunta una terza branda. E circolerebbe persino l’ipotesi di inserirne una quarta”. La denuncia prosegue con il racconto di corridoi sporchi, locali comuni inadeguati e frigoriferi insufficienti nelle aree condivise. Massa, osserva Battisti, “continua a offrire ai detenuti un numero significativo di opportunità di lavoro, superiore alla media del sistema penitenziario”. Anche su questo fronte, però, segnala presunte “irregolarità nelle graduatorie e favoritismi nell’assegnazione degli impieghi”.









