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di Camilla Palagi


Il Tirreno, 20 dicembre 2019

 

Alessandro Bandoni cucina per i 160 reclusi. Il vescovo Santucci: "Spero un giorno di trovare questo luogo vuoto". "Il carcere è una storia che dovrebbe aiutarci a cambiare la storia. Spero un giorno di trovarlo vuoto. Mi dispiacerebbe soltanto per le guardie carcerarie che perderebbero il lavoro". È il vescovo di Massa Carrara Giovanni Santucci a parlare di fronte a 160 detenuti della Casa di reclusione di Massa.

L'occasione è un'eccezione: un pranzo offerto dall'associazione laicale cattolica Rinnovamento dello Spirito realizzato dallo chef Alessandro Bandoni proprio dentro le mura del carcere di Massa. La sala comune e la chiesa sono allestite con delle grandi tavole addobbate a tema natalizio. Ad occuparle i detenuti, per qualche ora insieme a festeggiare il natale serviti dai volontari di Prison Fellowship per il progetto L'altra cucina.

Ogni domenica i volontari cantano per loro nella chiesa della casa di reclusione: "Veniamo qua perché vogliamo trasmettergli un messaggio: c'è chi crede in voi", spiega la volontaria Carmen Barani. In sala l'aria è ricca di adrenalina e in un momento l'allegria esplode mentre i musicisti Roberto Duna (violino), Maurizio Marchini (tenore) e Pierpaolo Biancalani (fisarmonica) intonano O'Sole Mio.

"Credo che ognuno di voi nel cuore, nel profondo, sappia che cosa debba cambiare per poter pensare la vita in termini diversi - dice Cristina Bigi, direttrice del carcere di Massa. E una volta che quei termini si iniziano a pensare, significa che si possono fare".

Presenti al pranzo i sindaci di Massa e di Carrara, Francesco Persiani e Francesco De Pasquale, l'assessora Amelia Zanti e l'assessora del Comune di Montignoso, Giorgia Podestà. "Come movimento crediamo nella giustizia riparativa - spiega la coordinatrice di Rinnovamento dello spirito, Bianca Maria Marcucci - Crediamo che l'umanità vada oltre il reato e che nei detenuti, nei fragili, si trovi l'anima di Gesù".

Altri 60 pasti sono stati serviti nelle celle del carcere e sono andati a quei detenuti che non hanno il permesso di uscire dalle rispettive stanze. Quello di quest'anno è il secondo pranzo natalizio voluto da Don Leonardo Biancalani, parroco di Fossola. "Mi auguro che questa iniziativa si diffonda il più possibile - dice il parroco - e che sia sostenuta dalle istituzioni perché penso che sia una finestra importante per queste persone".

Il menù servito si è composto di un tortino di polenta con fonduta di formaggi, rigatoni al sugo stornellato, crostone di pane fritto con spinaci saltati e vitella e per concludere panettone e pandoro serviti con la crema inglese calda. La musica è continuata per altro tempo e a grande richiesta si è soffermata sulle canzoni della tradizione napoletana.

In dodici carceri italiane l'associazione Rinnovamento dello spirito ha offerto un pranzo come questo. Un modo per condividere uno spazio, più che un pasto. E per un momento, per quelle centosessanta persone, è stato Natale.