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di Margherita Badiali


La Nazione, 28 settembre 2020

 

Quattordici carcerati si sono prestati a farsi soccorrere dai cani-bagnino per l'iniziativa "Mi fido di te". C'era chi da 23 anni non faceva un bagno. Era da 23 anni che non faceva un bagno in mare ed ha vissuto una "bella sensazione di libertà".

Si tratta di uno dei 14 detenuti del carcere di Massa che si è prestato a buttarsi in acqua e a farsi salvare dai cani-bagnino in merito all'iniziativa "Mi fido di te", promossa dalla Casa di reclusione di Massa in collaborazione con Telefono Azzurro, Capitaneria di Porto, Associazione Sogit, Carrefour e Tassoni Salumi e Formaggi.

È successo ieri al bagno Rap di Marina di Massa, lo stabilimento balneare in uso della polizia penitenziaria. Una giornata di spensieratezza per i detenuti e le loro famiglie che grazie alla presenza dei cani sono stati coinvolti in attività di 'pet therapy' ed hanno condiviso momenti di gioia. Nala, Balù, Pluto, Spirit e Marino sono solo alcuni degli amici a quattro zampe che hanno eseguito la dimostrazione di alcune tipologie di salvataggio in mare insieme ai propri addestratori.

Tanta soddisfazione e commozione per Maria Giovanna Guerra presidente del Telefono Azzurro di Massa Carrara che ha voluto fortemente il protocollo d'intesa con Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) per permettere ai figli minorenni dei detenuti di essere accompagnati dai cani durante i colloqui presso la casa di reclusione, per rendere gli incontri e i controlli all'entrata meno traumatici.

"Le regole predisposte per il Covid hanno fortemente penalizzato gli incontri tra le famiglie e i detenuti - ha detto la direttrice della casa di reclusione di Massa Maria Cristina Bigi- Ci sembrava opportuno fare un po' di formazione e avendo i cani a disposizione abbiamo messo in piedi l'iniziativa. Quello che vorremmo fare è far capire anche ai detenuti che l'amministrazione penitenziaria è sensibile alle loro problematiche".

I detenuti presenti all'evento fruiscono già di permessi premio: "Abbiamo presentato l'iniziativa in carcere e alcuni di loro hanno scelto spontaneamente di aderire - ha aggiunto la direttrice del carcere di Massa. È importante per noi fare leva sulla loro curiosità. La grande fortuna è stata anche quella di avere la presenza della Capitaneria di Porto che ha dato lustro all'iniziativa. L'idea che vorrei cercare di mettere in atto, anche qui a Massa, è quella di creare una rete intorno al mondo carcere, ovvero non far sì che la realtà carceraria sia isolata.

Creare un ponte con la cittadinanza, come ad esempio far fare ai detenuti corsi, o altre attività e questo possiamo farlo grazie all'inserimento di altre realtà associative. Vogliamo mettere in atto il nostro compito istituzionale più importante, che è quello di reintrodurre le persone all'interno della collettività".