di Francesco Scolaro
La Nazione, 9 agosto 2026
La visita di una delegazione di legali e magistrati nella struttura di Massa. Preoccupa lo stato di salute dei detenuti tra caldo e poco spazio per vivere. La camera penale anche quest’anno ha effettuato la visita alla casa di reclusione di Massa. Gli avvocati Claudia Volpi, David Giovanni Cappetta, Alessandro Ravani, Edoardo Nieri, Lorenzo Bruni, Gianmarco Romano, i due giudici Alice Gallo e Clementina Colucci e il pm Dario Minafra hanno percorso tutto il perimetro della grande struttura, a partire dal lanificio e la tessitoria, dove lavorano i detenuti. Hanno poi visitato l’orto e la zona verde dove si trova la casetta di Telefono Azzurro per le visite fra detenuti e figli.
La visita è proseguita alla sezione B, dove si trovano i detenuti sottoposti a trattamento avanzato: “La maggior parte di questi lavora ma il sovraffollamento ha portato ad avere tre detenuti per cella al posto di due, com’era fino all’anno scorso. La sezione A, dove si trovano persone in attesa di giudizio, anch’essa con i posti oltre il limite, e la C, su due piani, con celle molto più piccole dove tre persone si trovano a convivere in uno spazio veramente angusto. Fra i due letti, di cui uno a castello, non c’è un metro e nella cella trova posto anche un piccolo tavolino e le sedie.
Ad aggravare la situazione anche una quarantina di trasferimenti provenienti da Sollicciano, che portano il numero di detenuti a 307. Undici reclusi si trovano in infermeria, dove, ad occupare lo spazio che sarebbe destinato alle fisioterapie, vi sono detenuti affetti da varie patologie psichiatriche che non possono trovare posto altrove per la pericolosità per se stessi e per gli altri. Purtroppo il problema della malattia mentale in carcere esaspera i rapporti fra detenuti e operatori, questi ultimi non sono in grado di dare risposte adeguate, non è il posto per questo tipo di malati. Abbiamo poi conosciuto il nuovo vice comandare della penitenziaria, che si divide fra Massa e Prato e ci ha parlato della situazione esplosiva di quel carcere, con oltre seicento detenuti. All’ingresso nella sala multimediale abbiamo trovato una ventina di detenuti che partecipavano con interesse ad un corso formativo di Blsd con un’infermiera volontaria.
Tutti i partecipanti hanno rimarcato la grave situazione del carcere di Massa, che in circa un anno ha acquisito cento persone in più a discapito della vivibilità e della efficacia dei percorsi educativi che, numerosi, vengono svolti nella struttura, che era considerata una delle migliori d’Italia. Un plauso alla direzione, alla polizia penitenziaria e all’area educativa, che riescono comunque a gestire una situazione che, non per loro responsabilità, è peggiorata per i numeri elevati di detenuti trasferiti da altre realtà carcerarie. Un ringraziamento ai magistrati che hanno voluto condividere con la camera penale un percorso difficile di immersione in una realtà che spesso resta ignorata”.










