di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 17 aprile 2020
Rinchiuso a Massa, ogni giorno produce quasi 170 mascherine. Come lui, altri carcerati fabbricano protezioni per agenti penitenziari, medici e infermieri. Al carcere di Massa i detenuti fabbricano mascherine per agenti penitenziari, medici e infermieri. Le loro mascherine finiscono in altri penitenziari, nelle Asl e negli ospedali. Loro non possono uscire, restano reclusi, ma i loro prodotti escono all'esterno e costituiscono una specie di salva vita per chi sta fuori.
"E per noi questa è davvero una bellissima soddisfazione - dice Luis, uno dei detenuti del carcere di Massa - e questo lavoro quotidiano nella produzione di mascherine è per me un motivo di grande entusiasmo. Ogni giorno produco quasi 170 mascherine. Mi fa stare bene pensare che stiamo facendo qualcosa per la comunità, per tutte quelle persone che si devono proteggere da questo virus che sta mettendo a dura prova la nostra umanità che si credeva invincibile".
È felice Luis di questa opportunità: "Così trascorriamo le giornate e ci rendiamo utili, diamo senso alle nostre vite, il carcere non è soltanto punizione ma anche opportunità lavorativa, possiamo coltivare una professione e magari portarla avanti quando usciremo da qui". Complessivamente sono circa 8mila alla settimana le mascherine chirurgiche prodotte nel carcere di Massa, circa 1.200 al giorno al giorno. Nel carcere massese i reclusi erano già abituati a lavorare in questo ambito vista la presenza di uno strutturato laboratorio che produceva lenzuola per l'amministrazione penitenziaria. "Di fronte a questa pandemia che sta colpendo il nostro mondo - ha detto la direttrice del carcere Maria Cristina Bigi - ci è sembrato assolutamente necessario fare qualcosa anche noi perché il carcere non è una cosa a sé stante, ma un'istituzione che fa parte della collettività".
Nel laboratorio di tessitura delle mascherine, in questi giorni, si accede soltanto previa misurazione della febbre e soltanto ricoperti con la tuta bianca protettiva, le mascherine e i guanti anti contagio. La produzione di mascherine è il frutto di un accordo tra ministero della Sanità, Asl territoriali e assessorato alla salute della Toscana.
"Ancora una volta dal penitenziario di Massa - ha detto l'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi - arriva un segnale forte e chiaro di come il carcere non debba essere un luogo esclusivamente di pena, ma anche di rieducazione attraverso l'impegno sociale e il lavoro al fine di evitare recidive che purtroppo sono molto diffuse. Un progetto del genere, in un momento così delicato per il nostro Paese e per la nostra Regione, assume aspetti ancora più virtuosi e moralmente importanti".










