di Jule Busch
ilgiunco.net, 30 aprile 2026
Si è svolta ieri mattina, all’interno della Casa circondariale di Massa Marittima, l’inaugurazione del murale realizzato nell’ambito del progetto “Arte senza confini 2026”, promosso dall’associazione Operazione Cuore Ets in collaborazione con la direzione del carcere. Un momento significativo che ha unito arte, scuola e impegno sociale, con la partecipazione degli studenti della Scuola Pontificia Pio IX di Roma e del liceo Carducci Volta Pacinotti di Piombino. Dodici i ragazzi che sono stati protagonisti attivi nella realizzazione dell’opera, trasformando un luogo chiuso come il carcere in uno spazio di espressione e condivisione.
“È il quarto murale che realizziamo qui alla casa circondariale di Massa Marittima e come ogni volta, il percorso è accompagnato da molta emozione - dice Laura Romeo, presidente dell’associazione Operazione Cuore -. Gli studenti arrivano sempre in punta dei piedi, titubanti e a volte con qualche pregiudizio. Ma dopo pochissimo tempo detenuti e ragazzi fanno squadra e quando è il momento di lasciarsi qualche lacrima scappa sempre. Oltre a dipingere, è un modo per conoscersi e raccontarsi ed è questo il cuore vero del progetto, il fatto di relazionarsi”.
Il murale, firmato dagli artisti Alice Mazzilli e Marco Milaneschi, rappresenta il cuore del progetto: un’opera che vuole abbattere simbolicamente i confini, non solo fisici ma anche culturali e sociali, portando colore, creatività e messaggi di inclusione all’interno della struttura penitenziaria. “Quest’opera - spiega l’artista Marco Milaneschi - rappresenta il viaggio di un treno che in realtà è il nostro viaggio qua dentro. È paragonabile a un viaggio in treno con persone che non conosci, non sai dove scendono e non sai dove sono salite. Quindi questa nostra visione simbolica rappresenta l’esperienza che facciamo, sia noi, che i detenuti in questo ambiente”.
“C’è grande entusiasmo di lavorare con i ragazzi e di condividere dei momenti insieme - afferma Marilena Rinaldi, responsabile dell’area trattamentale della casa circondariale -. È importante portare il carcere fuori dal carcere attraverso questi progetti, cioè far conoscere la realtà che noi viviamo qui anche fuori da queste mura. Nel gruppo dei detenuti partecipanti - aggiunge - ci sono storie e situazioni talvolta molto complicate e questo progetto è una grande opportunità di poter superare dei momenti anche molto difficili. Distrarsi, uscire e collaborare con gli studenti aiuta molto a stemperare la tensione”.
“È stata una cosa diversa delle altre - conferma Eduart, uno dei detenuti che ha partecipato al progetto -, un cambio di routine delle nostre giornate. I ragazzi sono stati molto gentili, siamo stati bene insieme a loro. Qui in giardino, dove c’è il murale, in estate si svolgono i colloqui con le famiglie. È molto bello vedere una parete colorata, anche per i bambini, così non c’è proprio quell’aria di carcere”. L’iniziativa ha visto la partecipazione di istituzioni, operatori e studenti, in un clima di collaborazione e dialogo.
Presente all’inaugurazione anche la sindaca di Massa Marittima, Irene Marconi, e la direttrice della casa circondariale Maria Cristina Morrone. L’arte si è così confermata uno strumento potente per creare ponti tra realtà diverse, offrendo occasioni di crescita e riflessione sia per i detenuti che per i giovani coinvolti. Al termine dell’inaugurazione, i presenti si sono ritrovati per un momento conviviale con il buffet offerto da Unicoop Etruria, a chiusura di una mattinata all’insegna della partecipazione e del valore sociale della cultura. Un progetto che lascia un segno concreto, non solo sulle pareti del carcere, ma anche nelle persone che vi hanno preso parte.










