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ilgiunco.net, 22 agosto 2026

I Gd Toscana e il parlamentare Simiani con la consigliera Bai sollecitano il Ministero della giustizia: “Recuperare la palestra e sbloccare le assunzioni di polizia penitenziaria”. La delegazione dei Giovani democratici della Toscana ha visitato la Casa circondariale del paese, incontrando la direttrice Valentina Bruno, il personale dell’istituto e confrontandosi con la realtà quotidiana delle persone detenute. Quello che salta all’occhio sono subito i numeri e le condizioni di lavoro e detenzione. “La struttura, che dispone di 48 posti regolamentari, ospita attualmente 59 persone detenute - raccontano i Giovani Democratici.

A questo si aggiunge una carenza di personale di Polizia penitenziaria, con 28 unità presenti a fronte delle 36 previste. Restano inoltre criticità legate agli spazi: in alcune camere sono presenti più persone e la palestra dell’istituto, utilizzata anche per altre attività trattamentali e di socializzazione, è inutilizzabile dal 2006”.

All’interno dell’istituto sono presenti percorsi scolastici, formativi, lavorativi e di socializzazione. “La possibilità di garantire continuità a queste attività richiede, però, personale, risorse e spazi adeguati”, sottolineano i Gd. Il segretario regionale dei Giovani democratici, Bernardo Taddei, rimarca come la campagna “Dimenticat3” abbia permesso di comprendere che “il sistema penitenziario è un insieme complesso, che non può essere affrontato a compartimenti stagni, ma nella sua totalità”.

Taddei (Gd Toscana) “Condizioni complessivamente positive ma con criticità importanti” - Secondo Taddei, Massa Marittima presenta condizioni complessivamente positive, “ma sconta criticità importanti - descrive - dalla carenza di personale alla chiusura della palestra. Il rischio è che una casa circondariale che ospita un’alta percentuale di detenuti con pena definitiva finisca per vedere ridotte le attività dedicate al reinserimento a causa delle difficoltà dell’intero sistema”.

“Le criticità di Sollicciano e la redistribuzione dei detenuti hanno avuto ripercussioni anche su Massa Marittima, che ha ricevuto trasferimenti da Porto Azzurro, aumentando la pressione sull’istituto”, aggiunge Taddei. Il segretario dei Gd Toscana ribadisce quindi che “la politica deve tornare a occuparsi delle carceri, per costruire una giustizia che funzioni e ridurre la recidiva”. “In questo percorso - sottolinea - anche l’amministrazione comunale può svolgere un ruolo importante, favorendo attività di reinserimento e rafforzando il collegamento tra istituto e comunità cittadina, garantendo servizi adeguati per raggiungere il carcere e attivando tutti gli strumenti di garanzia e tutela per la popolazione detenuta”. Taddei si dice inoltre certo che “l’attuale amministrazione continuerà a vigilare su questi temi, come dimostrano le attività portate avanti in questi anni”.

Simiani: “Necessario intervento concreto e non più rinviabile” - Il deputato della Repubblica Marco Simiani evidenzia invece la necessità di un intervento concreto e non più rinviabile sulla casa circondariale di Massa Marittima. Ricordando l’interrogazione già presentata in passato, Simiani richiama in particolare la carenza di organico della Polizia penitenziaria e la chiusura ormai cronica della palestra, inagibile dal 2006. “Si tratta di uno spazio prezioso - afferma - che potrebbe essere restituito alla comunità penitenziaria e utilizzato per attività sportive, educative e trattamentali”. Simiani sottolinea inoltre la volontà di “lavorare insieme al DAP per individuare le risorse e le soluzioni necessarie a recuperare la struttura e renderla nuovamente fruibile”. Parallelamente, evidenzia la necessità di costruire “percorsi strutturati e continuativi con associazioni, realtà del territorio e imprese”, per aumentare le opportunità di formazione, lavoro e socialità.

Bai: “Importante il rapporto tra istituti penitenziari e città” - La consigliera regionale Lidia Bai sottolinea l’importanza di costruire un rapporto positivo e costante tra gli istituti penitenziari e le città che li ospitano. “Proprio dal carcere di Massa Marittima si comprende quanto questo legame possa essere importante per creare condizioni favorevoli al reinserimento, offrire opportunità e mantenere un rapporto con la comunità”, ricorda la consigliera regionale. Bai evidenzia il valore del lavoro svolto dalla direzione e dagli operatori dell’istituto, “che dimostrano ogni giorno attenzione, professionalità e disponibilità a costruire relazioni con il territorio”. Per la consigliera regionale è necessario rafforzare, in generale, il rapporto tra carceri e città, coinvolgendo associazioni, realtà sociali, culturali e produttive: “Aprire gli istituti alle comunità significa aumentare le possibilità di formazione, lavoro e reinserimento - conclude - e investire, allo stesso tempo, nella sicurezza e nella qualità delle nostre comunità”.

Garofalo: “Pesa il problema della carenza di organico” - Il segretario dei Gd Grosseto Cosimo Garofalo evidenzia infine come la visita abbia restituito “una realtà molto curata, nella quale si percepiscono l’attenzione e l’impegno di chi lavora ogni giorno nell’istituto”. Proprio per questo, sottolinea, pesa ancora di più il problema del sottorganico, soprattutto nella Polizia penitenziaria. Garofalo richiama la presenza di diversi percorsi trattamentali, dai corsi di italiano per stranieri e di chitarra ai progetti con realtà esterne. “Senza personale sufficiente diventa difficile ampliarli - conclude - Meno trattamento significa meno opportunità di reinserimento e può incidere anche sulla sicurezza interna perché attività, formazione e relazioni contribuiscono a prevenire le criticità”.

La visita alla Casa Circondariale di Massa Marittima rappresenta una nuova tappa del percorso promosso dai Giovani Democratici della Toscana negli istituti penitenziari della regione. Con l’obiettivo di ascoltare chi vive e lavora quotidianamente nel sistema carcerario e raccogliere criticità e proposte - ricordano i Gd - l’obiettivo è anche arrivare alla costruzione di una proposta politica per un modello penitenziario capace di tenere insieme dignità, diritti, sicurezza e reinserimento sociale. “Perché investire nella funzione rieducativa della pena significa anche investire nella sicurezza della comunità”. Alla visita hanno partecipato, oltre a Simiani, Bai, Taddei e Garofalo, il consigliere comunale di Grosseto Cristian Marchini, Matilde Coluccini e Madalina Golea della segreteria dei GD Toscana, e Matteo Porta e Matteo Donati della segreteria dei GD Grosseto.