di Franco Alberti*
Sole 24 Ore Sanità, 21 aprile 2015
Nella Casa di reclusione di Massa sono state introdotte due importanti novità. L'istituto penitenziario è il primo in Italia che sta consentendo ai detenuti di scegliersi il medico di fiducia e che sta dando ai familiari l'opportunità di monitorare il loro stato di salute attraverso uno sportello informativo.
In analogia a quanto succede per il cittadino libero, che può scegliere il medico di fiducia dall'elenco dei medici presenti che non hanno raggiunto il numero limite massimo degli assistiti, dal primo dicembre scorso, a Massa, è possibile effettuale una prima e seconda scelta di un medico, in base alla disponibilità dello stesso, fra gli otto medici operanti nel penitenziario. Così, all'interno del carcere, anche il detenuto conosce anticipatamente giorni e orari stabiliti d'ambulatorio al pari del cittadino libero.
Una importante novità nello scenario generale che vede all'interno degli istituti penitenziari operare più medici, obbligando la persona costretta al momento del bisogno, urgente o meno, a rivolgersi al medico presente di turno. Quest'organizzazione non permetteva una continuità della cura in quanto era leso, come riferito dal Comitato nazionale di bioetica, il diritto alla continuità della cura; inoltre, mancava completamente quel rapporto medico-paziente raccomandato più volle dall'Oms anche in ambito detentivo.
A Massa, a distanza di tre mesi, da una prima verifica effettuata, si e tonnato un rapporto di fiducia medico-paziente che ha contribuito a una maggiore appropriate/za diagnosti-co-tcrapeutica e ha portato non solo soddisfazione agli utenti, ma anche un risparmio di tipo economico.
Altra rilevante introduzione è stata l'istituzione di uno sportello informativo sanitario, attualmente funzionante due giorni al mese e su appuntamento, al quale possono rivolgersi i parenti o gli aventi diritto per notizie sanitarie, naturalmente a seguito di un consenso scritto da parte del diretto interessato.
Un reale cambiamento rispetto a quanto previsto in precedenza, visto che solo il soggetto detenuto ha diritto d'accesso alla propria documentazione sanitaria in qualsiasi momento mentre purtroppo esiste un vuoto informativo sanitario che riguarda invece i parenti o gli altri soggetti aventi diritto.
Non conoscere le condizioni di salute, in taluni casi, può portare a tristi risvolti e per ovviare a questa mancanza a Massa si è deciso di percorrere una strada diversa. Il locale che ospita lo sportello viene messo a disposizione dalla Direzione del carcere e si trova all'esterno del carcere stesso; le notizie al momento sono fomite direttamente dal responsabile sanitario del presidio, ma in un prossimo futuro saranno fornite dallo stesso medico di riferimento del paziente.
Grazie alla fattiva collaborazione tra chi scrive e la Direzione della casa di reclusione di Massa, queste due iniziative sono state oggetto, prima della loro attuazione, di un confronto con la popolazione ristretta nella Casa di Reclusione. Le novità introdotte sono state condivise e valutate con gli stessi detenuti, durante incontri "ad hoc" dove sono stati raccolti suggerimenti, che li hanno visti particolarmente partecipi. Questi due progetti, che fanno da apripista in Italia nel miglioramento dell'assistenza sanitaria dei detenuti, si inseriscono dopo la riforma della sanità penitenziaria, un'innovazione importante perché ha aperto le porte del carcere a una istituzione, quella sanitaria, il cui mandato primo e unico è la promozione della salute della persona e la sua tutela della salute come paziente,
L'uguaglianza nel diritto alla salute fra detenuti e liberi non significa solo uguaglianza nell'offerta di servizi sanitari. Una buona rete di servizi sanitari è uno strumento necessario, ma non sufficiente, per raggiungere l'uguaglianza dei livelli di salute: ai detenuti va offerta, infatti, l'opportunità dell'accesso al bene salute, tenendo conto delle notevoli differenze di partenza nei livelli di salute, nonché delle particolari condizioni di vita in regime di privazione della libertà, che di per sé rappresentano un ostacolo al conseguimento degli obiettivi di salute. Queste due innovazioni, nella loro semplicità, contribuiscono quindi a incrementale una logica di continuo miglioramento della gestione della salute "dietro le sbarre", pur rappresentando solo l'inizio di una vera rivoluzione culturale da parte di tutti, in particolare degli operatori sanitari (e non) che vi operano con dedizione.
* Responsabile Presidio distrettuale Asl Massa-Carrara "istituto Penitenziario"










